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Centola. Convegno sulla nuova emigrazione

Molte parole. Aspettiamo i fatti

di Paolino Vitolo

L’Associazione Progetto Centola, sempre attenta ai problemi sociali e culturali del territorio, ha organizzato anche quest’anno un convegno sulle problematiche dell’emigrazione. Siamo ormai all’ottava edizione, che è stata dedicata in particolare ad un tema di grande attualità: quello dell’emigrazione giovanile, altrimenti detta “fuga dei cervelli”.
Il problema investe soprattutto l’Italia meridionale e quindi anche il nostro Cilento. I giovani più preparati, laureati con qualifiche professionali prestigiose, non trovano sbocchi lavorativi nel nostro territorio e sono costretti ad emigrare al nord o addirittura all’estero. Così facendo ottengono sicuramente le soddisfazioni che meritano, ma provocano il depauperamento delle terre di origine, che sono così condannate ad un degrado crescente. 
La tavola rotonda, a causa del solito temporale “tropicale” pomeridiano, si è svolta nella sala consiliare del Comune invece che nella splendida piazzetta del Rosario. Il pubblico però è intervenuto ugualmente numeroso, sia per l’attualità dell’argomento, sia per i prestigiosi componenti del tavolo. Erano presenti, oltre al presidente di Progetto Centola, Ezio Martuscelli, il giornalista Ernesto Pappalardo in qualità di moderatore, l’on. Picarone presidente della Commissione Bilancio della Regione Campania, nonché una nutrita rappresentanza di sindaci e amministratori dei comuni cilentani limitrofi. Tra questi, Carmelo Stanziola sindaco di Centola, Cono D’Elia sindaco di Morigerati e componente del Consiglio direttivo del parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, il sindaco di Montano Antilia Alberto Del Gaudio, il sindaco di San Mauro La Bruca Francesco Scarabino, il sindaco di Celle di Bulgheria Gino Marotta. Brillavano per la loro assenza i sindaci dei comuni costieri: Mario Scarpitta di Camerota ed Ettore Liguori di Pisciotta. Essi erano rappresentati da assessori e consiglieri comunali.

Dopo la consueta apertura di Ezio Martuscelli, il moderatore Ernesto Pappalardo ha voluto citare alcuni numeri, impressionanti per la loro matematica crudezza, riguardanti la nuova emigrazione e la disoccupazione nel Sud. I dati totali fino al 2017 sono preoccupanti: dalla sola città di Salerno sono emigrati 5055 giovani neolaureati, da tutto il Cilento 716.000. Di questi, 198.000 sono laureati ed il 72,4% hanno un’età inferiore a 34 anni. Tra quelli rimasti, il 48,7% sono disoccupati; ben 14 punti in più della media nazionale. È evidente che il problema non può essere assolutamente trascurato.
La parola passa all’on. Picarone della Regione Campania, che sottolinea come il lavoro rappresenti anche un traguardo di dignità personale. Si dice inoltre preoccupato per motivi di carattere generale, poiché gli incentivi alle imprese, abbondantemente elargiti dalla Regione, non sempre si sono tradotti in un aumento dell’occupazione. Una soluzione può essere senz’altro la valorizzazione a fini turistici delle zone interne della Campania e del Cilento in particolare. Sottolinea infine come la ripartizione dei fondi pubblici, elargiti in uguale quantità al Nord e al Sud non sia giusta, perché quelli del Sud devono essere spesso utilizzati per cercare di colmare il divario di infrastrutture tra le due aree.

Cono D’Elia riprende il discorso delle infrastrutture, citando il problema delle strade, antiquate e insufficienti soprattutto nelle aree interne, che perciò sono un grave freno all’auspicato sviluppo del turismo interno. Cita pure l’esempio di Morigerati, di cui è sindaco, che rappresenta un fiore all’occhiello della valorizzazione delle aree interne.
Alberto Del Gaudio, sindaco di Montano Antilia, ribadisce il problema dei collegamenti infrastrutturali, che non si risolvono certo con la fermata settimanale del Frecciarossa a Sanseverino (da lui definita un palliativo). 
Insiste sullo stesso argomento Antonio Greco, in rappresentanza del sindaco del comune di Pisciotta, lamentando i tempi biblici per la realizzazione delle opere infrastrutturali e richiede un maggior impegno della Provincia per gli stessi. Denuncia inoltre un analogo ritardo nelle infrastrutture informatiche.
Analogo è il parere del sindaco di San Mauro Francesco Scarabino, che però aggiunge che la soluzione più rapida delle problematiche citate potrebbe venire da un patto federativo o associativo fra tutti i comuni cilentani; insomma una specie di “Progetto Cilento”.
L’ultimo dei sindaci a prendere la parola è l’ospite della serata, il sindaco di Centola Carmelo Stanziola. Egli abbraccia in pieno il concetto dell’associazione fra i comuni e poi elenca alcuni punti per lo sviluppo dell’economia cilentana: l’agricoltura, la viticoltura (Centola è conosciuta sin dal passato come città del vino), le acque termali, i borghi storici, il turismo crocieristico.
È quasi mezzanotte e bisogna lasciare spazio al dibattito. 
Sollecitato dal presidente Ezio Martuscelli, prende brevemente la parola il giudice Lupo, presente fra il pubblico, che non può che plaudire all’iniziativa di Progetto Centola. Simili sono i pochi (data l’ora tarda) interventi successivi.
Anche il sottoscritto chiede la parola e, prendendo spunto dalle parole del sindaco Stanziola sul turismo crocieristico, parla di un’occasione perduta per Palinuro. La Lega Navale Italiana Delegazione di Palinuro, oltre alle altre iniziative suscettibili di dare lustro e ritorni economici a quella che un tempo era detta la perla del Cilento, avrebbe potuto organizzare una regata di circa cinquanta (cinquanta!) barche di altura a giugno 2019. Barche che, ospitate nel porto di Palinuro, avrebbero portato per una settimana un flusso turistico di almeno duecento ospiti paganti. Ma questo non è stato possibile, perché il porto di Palinuro è assolutamente insufficiente ad accogliere tante barche di quelle dimensioni. Una risposta immediata arriva del rappresentante della Regione Franco Picarone, che ricorda come sia stato approvato un progetto per l’adeguamento del porto di Palinuro e come il sindaco Stanziola si stia battendo per ottenere una grossa fetta di finanziamenti regionali per la realizzazione del progetto stesso, 
In verità, di questa iniziativa si parla da più di un anno, ma purtroppo non c’è traccia di inizio di lavori. Se i tempi sono quelli biblici, peraltro denunciati da gran parte degli oratori, allora non ci rimane che la speranza, che purtroppo è ben poca cosa; anche in considerazione di alcuni fatti emblematici. La Delegazione di Palinuro della Lega Navale Italiana sta lavorando da più di un anno per ottener una sede adeguata al prestigio dell’istituzione che essa rappresenta, istituzione suscettibile di elevare e migliorare anche l’immagine di Palinuro. E sappiamo tutti come l’ex perla del Cilento ne abbia un disperato bisogno. Eppure inspiegabili ritardi (speriamo solo burocratici) impediscono alla Lega Navale di svolgere il suo compito, nonostante la Delegazione di Palinuro abbia raggiunto alla data il rispettabilissimo numero di settanta soci. Ritardi che purtroppo impediranno quest’anno lo svolgimento della quinta edizione della regata di vele latine “Le vele di Molpè”, che pure era diventata un classico tra gli appassionati e gli sportivi.
Ma questo è un altro discorso. La tavola rotonda è stata organizzata molto bene dall’Associazione Progetto Centola e la partecipazione di pubblico è stata di tutto rispetto, soprattutto grazie al livello e all’importanza degli addetti ai lavori. Purtroppo l’unico risultato immediato è stato ribadire una considerazione ovvia, che già conoscevamo da tempo: il Cilento è un territorio a vocazione turistica, ricco di risorse non ancora valorizzate. Forse lo sviluppo turistico, se e quando ci sarà, non fermerà l’emigrazione dei laureati in materie scientifiche e tecnologiche, ma almeno migliorerà l’occupazione e il benessere della popolazione. Un caso a parte è proprio quello di Palinuro, che fu la perla del Cilento fino ai primi anni 80 del secolo scorso. Poi una serie di scelte sbagliate e un modello di sviluppo deteriore l’hanno costretta a un turismo di serie B, che non porta ricchezza e tanto meno prestigio, ma soltanto degrado, immondizia e volgarità.
Finora, e anche durante la serata del 21 agosto a Centola, abbiamo sentito solo parole, buone intenzioni e promesse. Ma queste, anche se confortanti, se non sono seguite a breve da fatti concreti, si riducono a semplici chiacchiere, che, com’è noto, abbondano sulla bocca dei politici. 
E le chiacchiere stanno a zero e, come dice il proverbio napoletano: “Chiacchiere e tabbacchere ‘e ligno ‘o Banc’ ‘e Napule nun s’empegne”.
Auguri.

 

Link all’articolo originale: Centola, Convegno sulla Nuova Emigrazione (da Hermes online)