Apertura della Strada, Palinuro–Centola (1929)

Direttamente dalle parole del Prof. Ezio Martuscelli, Presidente dell’Associazione “Progetto Centola”, un nuovo sguardo verso eventi importanti, se non addirittura determinanti, del nostro passato “locale”. Per la serie “Pagine di Storia”, in questo nuovo scritto il Prof. Martuscelli ci racconta, con la consueta dovizia di particolari e corredando il testo con varie immagini esemplificative, l’apertura della strada che permise, nel 1929, di collegare la frazione Palinuro a Centola, liberandola dall’isolamento e consentendo anche il collegamento con l’allora importante nodo ferroviario, per dare vita a quella che potremmo così definire la “Palinuro Conteporanea”.

 

Con l’apertura al traffico della Strada, Palinuro – Centola (1929), termina l’isolamento di Palinuro. Nasce la “Palinuro Contemporanea”

Di Ezio Martuscelli

 

Fino alla fine degli anni ‘20 del secolo XX il borgo di Palinuro, assurto al rango di frazione del Comune di Centola intorno al 1840, era isolato dal territorio circostante per l’assenza di vie di comunicazioni percorribili con carrozze, macchine o autocarri. I paesi più vicini, Centola, San Mauro, Pisciotta e Camerota erano raggiungibili, via terra solo attraverso antiche strade mulattiere intercomunali. Anche la strada che dal borgo portava al porto di Palinuro, era, nel 1913, ancora in una fase di costruzione (figura 1).

Questa situazione ebbe termine il 30 luglio del 1929 quando, alla presenza di Autorità e di una moltitudine di cittadini, fu aperta al traffico veicolare la nuova Strada Centola – Palinuro. La cerimonia ebbe luogo a Punta Paradiso e in quell’occasione a valle delle mura del fortino borbonico fu inaugurato il monumento che ricordava i moti del Cilento del 1828 (figure 2 e 3).

Sulla lastra di marmo del monumento fu incisa la seguente frase:

<Palinuro che segnò la via del destino di Roma nel 28 giugno 1828

intese il primo grido di riscossa dell’Italia nuova>.

Da rilevare che, intorno al 1921, era stato costruito il ponte sul fiume Lambro (figura 4).

La costruzione di questo ponte era una richiesta che da decenni i cittadini di Palinuro avanzavano attraverso il loro rappresentante al comune di Centola, ma il consiglio comunale faceva orecchio da mercante. Questo stato di cose portò a un profondo contrasto tra i due paesi che ebbe fine solo con la realizzazione dell’infrastruttura.

Andrea Giovene dei duchi di Girasole su quest’argomento ebbe a scrivere:

<Da anni don Calì (nome di fantasia dato al rappresentante di Palinuro) si batteva perché la mulattiera tra San Giovanni e Licudi (rispettivamente, Centola e Palinuro) divenisse una decente rotabile e perché finalmente la spicciativa arcata di un ponte cavalcasse quel tormentoso Calitri (il fiume Lambro). Quante volte aveva rappresentato che bisognava trasportare a spalle i defunti fino al cimitero di San Giovanni (Centola) e che, se il torrente era in piena, occorreva farli aspettare anche un paio di giorni prima di potere rendere loro gli onori? I sangiovannesi (i centolesi) con grettezza caprina, rispondevano che in Licudi (Palinuro) moriva si o no una persona all’anno, che le secche duravano anche sei mesi; e che comunque mai il Calitri (il Lambro) poteva andare in piena d’agosto quando fare attendere il morto più giorni poteva dare luogo a certi fastidi> [L’autobiografia di Giuliano di Sansevero, Vol. terzo, Rizzoli (1967)].

Notizie sulla costruzione della strada che partendo dalla località “La Giardina” di Centola, arrivava a Palinuro sono così riportate nel diario di Giovanni Battista Fusco, per molti anni segretario del Comune: <Addì 5 settembre 1927 sono stati principiati i lavori della rotabile Centola – Palinuro e la prima opera d’arte è stato il ponte sotto la Chiesa (nuova Piazza di Centola)>.

I lavori furono eseguiti dalla ditta, Carmine Antico, sotto la direzione dell’ing. Antonio Martuscelli. Un’antica e storica fotografia che documenta l’inizio dei lavori della strada Centola – Palinuro è mostrata nella figura 5. In figura 6 sono ricordati i due personaggi che tra altri, hanno dato un significativo contributo nella realizzazione della rotabile Centola Palinuro.

Questa strada cambiò la storia del borgo marinaro, essa determinò la fine dell’isolamento di Palinuro che poteva finalmente collegarsi con il territorio interno del Cilento e fatto di grande rilevanza con la stazione ferroviaria di Centola. Questo evento fu l’inizio dello sviluppo turistico di Palinuro che ebbe il suo riconoscimento quando nel 1953, in un rigoglioso uliveto in località Saline, fu inaugurato il nuovo Villaggio del Club Mediterranée (figura 7). I turisti arrivavano in treno, direttamente da Parigi, alla stazione di Centola dove con un servizio di pullman raggiungevano il villaggio percorrendo proprio la strada inaugurata nel 1929.

In pochi decenni, Palinuro, un piccolo borgo i cui abitanti vivevano di pesca e agricoltura, si trasforma in una rinomata località turistica. Nel tempo si realizzano grandi strutture ricettive; l’impianto urbanistico subisce rilevanti cambiamenti.

Nasce la “Palinuro Contemporanea”.

 

Ezio Martuscelli

17/04/2020

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Una risposta

  1. PINA VALENTE ha detto:

    Grazie prof pubblichi pure sul prossimo libro di narrativa.

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