Posted

Figura 1: L’ingresso del cinema di Centola alla Serra, aperto da Raffaele Rinaldi tra gli anni 40-50 del secolo scorso.

A proposito di cinema, subito dopo la guerra, Raffaele Rinaldi aprì il primo, e anche ultimo cinema a Centola, piccolo paese del basso Cilento in provincia di Salerno, in un locale della Serra (Figura 1).

Il proiettore cinematografico, che era manovrato da Michele Percopo, era stato rottamato in un deposito di una vecchia casa, per fortuna, recentemente, è stato recuperato e restaurato e posto in visione presso il Museo Comunale delle Testimonianze e della Memoria in via Tasso a Centola (Figura 2).

Figura 2: il proiettore cinematografico usato al cinema di Via Serra negli anni 40-50, recuperato e messo in mostra nelle sale del Museo Comunale delle Testimonianze e della Memoria di Via Tasso, a Centola.

Il cinema, una grande novità per il paese, era molto frequentato, naturalmente solo da ragazzi e uomini, infatti, la presenza di donne, sia nubili sia sposate, sarebbe stata considerata, all’epoca, in un paesino del profondo sud, molto sconveniente. L’atmosfera che si viveva durante la proiezione dei film, le reazioni degli spettatori e la loro partecipazione emotiva alle scene che apparivano sullo schermo, erano del tutto simili nella loro essenza a quelli magistralmente riprodotti e raccontati nel grande film del 1988, scritto e diretto da Giuseppe Tornatore, “Nuovo Cinema Paradiso” che nel 1989 vinse l’Oscar per il miglior film straniero.
Le locandine riprodotte nella Figura 3, ricordano alcuni dei film, di grande successo popolare e artistico, che erano proiettati nei locali del “Nuovo Cinema Paradiso” di Centola.
Raffaele Rinaldi, indicato con la freccia nella Figura 4, fu anche quello che aprì la prima gelateria a Centola nella piazza Nuova, data in gestione a Filomena Cusati (Figura 5).

Ezio Martuscelli

Testo estratto dal libro “La Cuginanza di Centola (1940-1955)” di Ezio, Laura e Federica Martuscelli.
Edito dall’Associazione Progetto Centola, Tipografia di Enzo Albano, Napoli (2017).

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *