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3 aprile 2020

La passeggiata di “Corona”

di Marisa Amendola

Secolo XXI, 2020!

Epoca straordinaria: l’uomo sta per raggiungere Marte.

Sulla luna già c’è stato. Ha passeggiato nello spazio, si è avvicinato alle stelle.

Ha osservato dall’alto una pallina di terra e di acqua che ripete da sempre il suo giro intorno al sole per dare all’uomo l’idea di misurare l’infinito tempo o, meglio ancora, per illuderlo di possederlo.

Il tempo: questo tempo che l’uomo ha scandito in minuti, ore, giorni, settimane, mesi, anni, secoli. E i secoli sono stati classificati per epoche storiche, ognuna con le sue vicende positive e negative.

Quanto progresso da che mondo è mondo! Quante scoperte, quante invenzioni, quante guerre, quante distruzioni, quante ricostruzioni, quante terribili malattie affrontate e sconfitte.

Oggi, epoca del virtuale, gli umani parlano di prenotazioni di prossimi viaggi nello spazio. Comunicano in tempo reale con ogni angolo del mondo. Basta avere un piccolo strumento, un cellulare, uno smartphone, un pc ed il miracolo è fatto: vedo e parlo con chi voglio, navigo sulle onde dello spazio e so tutto quello che voglio sapere.

Caspita, davvero questo piccolo, grande uomo sta per diventare padrone del tempo, dell’Universo! Possiede la terra, la natura. Se ne serve, la usa e ne abusa.

Forse proprio perché non sa usarla, a volte la natura si ribella, e allora si sconvolge e stravolge, distrugge! alluvioni, tifoni o grandi siccità, ghiacciai che si sciolgono, mari che si innalzano, foreste che bruciano, animali che periscono, cieli che scompaiono nascosti dalle cappe di smog che si ispessiscono sulle città.

Tutto questo e altro sopporta questa pallina di terra e di acqua che continua a girare, insieme a tutti i i suoi compagni, nell’immenso universo che l’uomo vuole manomettere a ogni costo, che vuole scandagliare con formule matematiche, logaritmi e grandi avventure.

Quante cose sono state scoperte, quante straordinarie e utili invenzioni sono state fatte, che hanno migliorato e allungato la vita; ma quanti danni, quante ferite sono state inferte all’equilibrio della natura, perché non sono state rispettate le sue leggi, anzi spesso sono state stravolte, in nome di una fantomatica libertà di servirsi di tutto.

Chissà come i posteri giudicheranno quest’epoca, come, con quale appellativo la definiranno? Cosa diranno di quest’uomo che ha raggiunto un elevatissimo grado di cultura in tutti i campi, ma non ha saputo trovare il giusto equilibrio con le altre creature che abitano la terra?

Per questo mancato riguardo, per questo mancato rispetto delle leggi che governano e reggono l’universo si è creata una “impropria gestione” tra l’uomo e l’ambiente, causando danni irreparabili.

Pare che l’uomo abbia dimenticato di essere uomo; ha creduto di essere in grado di dominare la terra, di essere il padrone di quanto è in essa e quanto è fuori di essa.

Ma improvvisamente, mentre egli tenta di “sbirciare” nell’universo, di impadronirsi dei suoi segreti, un invisibile, microscopico nemico, senza far rumore, senza armi, sbuca – da dove? – forse da un laboratorio, forse dalle “malefatte” dell’uomo stesso, forse dal nulla, e mette il Superuomo in ginocchio!

Lo chiamano il Covid 19, il Corona virus!

E sì, CORONA, è il nome appropriato, perché lui è il RE!

È il Re che sta dominando il globo terrestre, sta vincendo la razza umana. Sta combattendo una guerra silenziosa, senza armi, mai vista simile, inimmaginabile per la sua aggressività.

Il nemico entra dove vuole, con la velocità di un fulmine, e colpisce seminando morte.

E questo grande pover’uomo, che ha inventato la bomba atomica, l’ha adoperata e ne ha sperimentato le tragiche conseguenze, ora è nell’impossibilità di inventare, con la stessa velocità del suo nemico, un’arma per annientarlo!

Forse ora lo “scienziato umano” sta pensando a un’altra guerra: quella atomica non gli è bastata, pensa alla guerra “batteriologica”, e perché no? Se ne è già parlato. Ma chissà se stava veramente provando a prepararla, quando un fantasma strano, si è accorto che l’uomo tenta l’autodistruzione e ha detto: “No! Questo no, non lo fai tu, lo faccio io!”

Ed ha deciso di fare una passeggiatina veloce in giro per la terra.

Corona, invisibile, subdolo, beffardo è uscito dalla sua tana, ha toccato un uomo, uno solo e da quest’uno, per sua infinita generosità, si è donato e si dona a tutti, proprio a tutti gli uomini che passano accanto a lui o tentano di combatterlo.

Non ha rispetto per nessuno, colpisce tutti, uccide tutti: personaggi importanti, uomini politici, scienziati, medici, infermieri, preti e vescovi, poveri e ricchi, vecchi e giovani.

Il grande, invincibile uomo, il “superuomo del XXI secolo“ ha fatto ricorso alle sue armi, agli ospedali e alle attrezzature che possedeva, ma non è riuscito a difendersi più di tanto, a fermare la furia distruttiva dell’invisibile avversario. E allora vediamo ogni giorno la triste fila dei camion dell’esercito che trasportano centinaia di bare ai forni crematori, perché i cimiteri delle città della sfortunata Lombardia non ne possono più contenere.

I soldati specializzati in battaglie di questo tipo e altri più altruisti sono rimasti in campo, muniti di scafandri speciali, di caschi e di maschere impenetrabili, ermetiche per impedire lo sfondamento al nemico che, feroce e bizzarro, continua la sua corsa attraversando i continenti.

Il resto dell’esercito si è nascosto per non essere beccato: tutti siamo chiusi nelle nostre case!

Anche la casa di nostro Signore è chiusa!

Corona ha avuto il potere di carcerare l’uomo, di farlo “auto carcerare” per la paura di morire! Forse avrà deciso di dare una lezione terribile, una lezione senza pari, che sarà ricordata nella storia come una delle peggiori calamità che la razza umana ha affrontato.

Ma questo severissimo maestro cosa vorrà insegnare all’uomo che, insuperbito per l’ascesa veloce fatta in tutti i settori delle scienze, ha dimenticato la fragilità della sua natura umana? Forse ha voluto fargli ricordare che non è “l’Onnipotente”. che è vana e inutile la ricerca della “Particella di Dio”.

C’è un limite, oltre il quale non può andare: c’è il mistero!

Come uscirà l’uomo da questa terribile esperienza?

Certamente modificato: a noi che viviamo il dramma non è possibile dare delle risposte esatte. Possiamo comunque affermare che Corona ha messo a dura prova la nostra la nostra capacità di tenuta biopsichica, la nostra capacità di rialzarci e ricominciare. Ora tutto è fermo: ferme le fabbriche, chiusi ristoranti e bar, fermi o ridottissimi i trasporti terrestri, aerei e marittimi.

L’economia mondiale è in seria crisi.

Il mondo della cultura e dello spettacolo è fermo: chiusi cinema e teatri, bloccate assemblee di ogni tipo; chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado.

A memoria d’uomo credo che non sia mai successa simile cosa. Si può uscire di casa solo per comprare generi di prima necessità – solo i supermercati sono aperti – con maschere e guanti in lattice. Ecco come Corona ci ha ridotti con la sua sortita!

Comunque, la voglia di vivere, anzi rivivere, è tanta, è una proprietà dell’intelligenza umana, perciò stiamo resistendo organizzando “la ripresa”. Ci riprenderemo, con cautela e con l’osservanza delle nuove norme comportamentali che ci daremo. La vita riprenderà come più e più volte nel corso dei secoli è accaduto.

E dalla crisi l’uomo esce rinforzato nella sua capacità inventiva, purificato dalle sovrastrutture che l’agiatezza gli aveva consentito di crearsi, ritorna ad appropriarsi della sua umanità, di quei valori etici che solo l’essere umano possiede e lo distinguono dagli altri animali.

Mi sento una persona ottimista, cerco sempre il meglio nel peggio, perciò prendo a mio sostegno quanto affermava il grande scienziato Albert Einstein nel suo libro “Il mondo come lo vedo io”:

La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte, le grandi strategie.
Chi supera la crisi, supera se stesso senza essere superato…
Senza crisi non ci sono sfide, senza crisi la vita è una routine…
È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono lievi brezze. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla
.”

Palinuro 22/04/2020

Maria Luisa Amendola

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