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Mercoledì 30 ottobre alle ore 18:30, nell’Aula Consiliare del Comune di Centola, l’Associazione “Progetto Centola” presenterà il nuovo calendario 2020 dedicato agli “Artigiani e Antichi Mestieri”.

Dopo i saluti del Sindaco Carmelo Stanziola, gli interventi di testimonianza saranno introdotti e moderati dal Prof. Ezio Martuscelli e da Carmelo Marrazzo, con la proiezioni di filmati a tema commentati da Raffaele Riccio. Per l’evento è prevista, inoltre, la partecipazione degli alunni della Scuola Media di Centola. La locandina con il programma e l’elenco delle testimonianze è qui allegata per chi volesse visualizzarla o scaricarla/stamparla.

A seguire, una bellissima introduzione all’evento a cura del Prof. Ezio Martuscelli, Presidente dell’Associazione “Progetto Centola”.

 

 

La metà del secolo ventesimo rappresenta uno spartiacque per il Sud d’Italia, e, in particolare per il Cilento che nel secondo dopo guerra è attanagliato da una drammatica crisi economica cui segue l’abbandono delle terre, l’emigrazione e quindi l’esodo graduale, ma inesorabile di parte della sua gente verso città e periferie italiane ed europee ad alto grado d’industrializzazione.
Si assiste al tramonto di un mondo rurale nell’ambito delle cui tradizioni gli abitanti del Cilento avevano forgiato la loro identità e cultura. In pochi decenni la strutturazione sociale ed economica dei paesi di questa regione è profondamente trasformata.
L’avvento e lo sviluppo del turismo, specialmente nei Comuni costieri, come Centola, porta notevole benefici economici, pur tuttavia determina rilevanti cambiamenti di stile di vita legati anche alla modernizzazione e allo sviluppo di nuove tecnologie che pervadono tutti i settori.
L’apertura di nuovi collegamenti sia stradali sia ferroviari facilita il trasporto di merci e il viaggiare di persone. Cambiano i costumi, oggetti e manufatti possono essere molto più facilmente acquisiti. Anche la mente si apre a idee innovatrici il cui travaso è velocizzato dall’avvento della televisione prima e dalla diffusione del digitale poi.
Questa rivoluzione non poteva non riguardare i mestieri e le attività artigianali che, fino ai primi anni 50 – 60 del Novecento, da secoli erano parte integrante della vita quotidiana e delle abitudini di un popolo.
Molti degli antichi mestieri, insieme ai lavori, così come eseguiti un tempo, nell’agricoltura, nella pastorizia e nella pesca, scomparvero. Altri sopravvissero anche se profondamente modificati.
I paesi del Cilento si contraddistinguevano per la presenza pervasiva di un’ampia rete di botteghe di maestri artigiani. Il fabbro lavorava il ferro battuto; il maniscalco forgiava ferri per gli zoccoli di cavalli asini e muli; il calzolaio realizzava calzature su misura e riparava quelle usate; i sarti e le sarte cucivano vestiti; i falegnami costruivano mobili, altri lavoravano l’argilla mentre il cestaio, intrecciando vimini, salici e altri materiali naturali, fabbricava cesti, panieri e altri tipi di contenitori.
Il tutto rappresentava uno straordinario insieme di conoscenze e saperi che spesso si tramandavano da una generazione a un’altra, frutto delle tradizioni, della cultura e della storia di un popolo e che ne definiva l’origine e l’identità.
Maria Teresa Scianni sull’argomento scrive: <Gli anni “40 e “50 furono gli anni della fioritura dell’artigianato a Centola … Furono anni … in cui sorse in modo spontaneo una sorta di corporazione delle arti e dei mestieri, difatti tra tutti gli artigiani e i commercianti esisteva un mutuo soccorso, mai esplicitato e codificato, che consentiva loro di contare l’uno sull’altro nei momenti di difficoltà economica. Questi uomini …… sono state le radici forti su cui si è fondata la società centolese … >.
Nel presente calendario (2020) è riportata una raccolta d’immagini fotografiche che ricorda alcuni dei personaggi del territorio del Comune di Centola che nel secolo scorso si sono distinti per la loro operosità nel campo dei più svariati mestieri e lavori.
L’Associazione storica culturale “Progetto Centola” ha inteso, con la pubblicazione di questo calendario, porre l’accento su come il sapere alla base delle attività artigianali e dei lavori di una volta è un patrimonio prezioso la cui cognizione è utile a riscoprire le nostre radici. Pertanto come “Bene Culturale Immateriale” deve essere conservato nella memoria e portato a conoscenza dei giovani di oggi affinché lo trasmettano a quelli che seguiranno.

Ezio Martuscelli
Presidente
Associazione Progetto Centola

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