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Mercoledì 24 luglio 2019 alle ore 20:30, nella Piazzetta del Rosario a Centola (SA), l’Associazione “Progetto Centola” ha presentato il libro

La pittrice di Tindarìa

di Vito Pinto

Di seguito la locandina con il programma dell’evento e la copertina del libro. A seguire, uno splendido articolo di Paolino Vitolo a commento della serata, corredato dalle foto dell’evento.

 

Presentato a Centola l’ultimo romanzo di Vito Pinto

di Paolino Vitolo

Un vero e proprio salotto letterario è stato offerto al pubblico ieri sera nella suggestiva piazzetta del Rosario nel centro storico di Centola. L’occasione era delle più ghiotte: la presentazione dell’ultimo romanzo del giornalista Vito Pinto, intitolato “La pittrice di Tindarìa”. L’evento, organizzato dall’Associazione Progetto Centola, ha visto la partecipazione del prof. Alberto Mirabella in qualità di saggista, del prof. Ferdinando De Luca e del sottoscritto in qualità di intervistatori e ovviamente dell’autore Vito Pinto. Raffaele Riccio ha svolto la funzione di moderatore e Maria Rosaria Lo Schiavo quella di voce narrante.

I lavori sono stati aperti dal prof. Ezio Martuscelli, presidente dell’Associazione Progetto Centola, seguito subito dal Sindaco di Centola Carmelo Stanziola, che non ha mancato di sottolineare l’importanza di questi eventi culturali, di cui Progetto Centola è feconda organizzatrice, e che sono rivolti soprattutto ai giovani.

La parola è poi passata ad Alberto Mirabella, che ha brillantemente sviscerato gli aspetti più significativi del romanzo, la cui protagonista principale è una bellissima donna di sangue latino, Pilar Gaetani. Di padre siciliano e madre spagnola, Pilar porta il nome della Vergine venerata nel santuario spagnolo di Saragozza. Di essa si innamora, corrisposto, Sandro, un giornalista salernitano trapiantato a Milano.
La coppia, Sandro e Pilar, percorrono insieme tutte e tre le fasi del romanzo, che si svolgono la prima a Milano, la seconda a Vatolla, presso il castello Vargas dove lavorò come precettore Gianbattista Vico, la terza a Tindarìa, paese immaginario della Sicilia, che può essere identificato con Tindari, sulla costa nord dell’isola, in provincia di Messina.

Tutti gli interventi della serata sono stati intervallati dalla lettura di alcuni brani più significativi e suggestivi del libro da parte di Maria Rosaria Lo Schiavo, voce narrante di questi eventi culturali.

Dopo l’intervento di Alberto Mirabella si è passati alle domande degli intervistatori. Io, seduto proprio accanto a Vito Pinto sul divano del salotto letterario all’aperto, ho chiesto all’autore quanto ci fosse di autobiografico nel romanzo. La risposta era scontata: chi scrive trasmette sempre al lettore frammenti di vita vissuta, anche se trasfigurati e adattati ai personaggi ed alla storia.

L’altro intervistatore, Ferdinando De Luca, ha colto alcuni aspetti relativi a un momento del racconto in cui si cita la rivoluzione napoletana del 1799. Ne è nato un dibattito anche acceso in cui si sono contrapposti pareri “antiborbonici”, derivati in qualche modo dalla storia ufficiale imposta da quasi due secoli, e pareri “borbonici”, dovuti alla rivisitazione di quella stessa storia, grazie alla lettura di documenti fino a poco tempo fa secretati, che hanno consentito la riaffermazione della verità storica.

Ma non soltanto questi sono stati gli argomenti trattati, poiché il romanzo è ricchissimo di spunti e di seduzioni culturali, che hanno consentito agli intervistatori, all’autore ed anche all’attento pubblico presente di dar vita ad una discussione di alto livello.

Il dibattito sarebbe durato ancora a lungo: il pubblico non si è certo annoiato. Ma l’ora ormai tarda ha consigliato al moderatore Raffaele Riccio di dichiarare chiusi i lavori.

La serata è però continuata in maniera, per così dire, non ufficiale, con il pubblico che desiderava parlare con l’autore e gli chiedeva di apporre una dedica sul libro appena acquistato.

Nel complesso è stata una serata molto ben riuscita; un vero salotto letterario con un parterre di tutto rispetto.

Plaudiamo all’iniziativa di Progetto Centola e ci auguriamo di poterne vivere molte altre in futuro.

Da Hermers Online

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