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La sera di venerdì 27 luglio 2018, presso il Museo delle Testimonianze e della Memoria di Centola, nell’ambito del Progetto Cultura promosso dall’Associazione Progetto Centola, con il Patrocinio dell’Amministrazione comunale centolese, è stata presentata l’ultima edizione (la terza) del libro “Viaggio nel Cilento” di Cosimo De Giorgi.

Cosimo De Giorgi era un funzionario del giovane Stato italiano, originario di Lizzanello in provincia di Lecce, che nel 1882 fu incaricato di redigere uno studio sulla natura idrogeologica del Cilento. Egli non si limitò ad una fredda esposizione tecnica, ma scrisse un vero e proprio diario di viaggio, in cui parlò della natura e delle bellezze di questa terra e soprattutto delle sue condizioni economiche e sociali. I suoi scritti, pubblicati su varie riviste dell’epoca, sono stati raccolti dall’editore Giuseppe Galzerano di Casalvelino e ne è nato questo splendido libro, che stupisce ancora oggi per la sua attualità. Infatti molte delle problematiche citate, come la difficoltà delle comunicazioni, l’inadeguatezza delle strade, l’endemica povertà delle classi più povere, non sembrano essere state completamente risolte dopo ben centocinquant’anni di stato unitario.

Davanti ad un attento pubblico che riempiva completamente la sala del Museo, la serata è stata introdotta dal presidente dell’Associazione Progetto Centola, Ezio Martuscelli, che, dopo la proiezione di alcune immagini che mostravano appunto come non molto fosse cambiato dal tempo del viaggio di Cosimo De Giorgi, ha ceduto la parola al moderatore della serata, il prof. Ferdinando De Luca, il quale ha svolto un breve riassunto dei contenuti e degli aspetti principali descritto nel “Viaggio nel Cilento”.

Il primo a parlare, per il consueto saluto, è stato il sindaco di Centola Carmelo Stanziola, sempre attento partecipante delle serate culturali di Progetto Centola. Al sindaco sono seguiti i tre relatori.

Il primo, il sottoscritto, ha voluto evidenziare gli aspetti “turistici” ancora attuali del libro, come la scarsezza e l’inadeguatezza delle strade, spesso interrotte per anni, e la scarsa offerta turistica. In un posto come Palinuro, dove le condizioni climatiche permetterebbero un turismo balneare, e non solo, di almeno sei mesi all’anno, gli esercizi commerciali spesso limitano la loro offerta ai due canonici mesi estivi. Nel libro di De Giorgi si cita per Palinuro il famoso verso di Catullo, che dice ad un amico: “Quando verrai a trovarmi, mangerai bene se ti porterai il cibo e le bevande”. A Palinuro, dopo la fine di settembre, anche oggi nel 2018, può capitare di non trovare neanche un ristorante aperto.

Il secondo relatore, Luigi Speranza, si è soffermato sugli aspetti sociali e sulle precarie condizioni di vita dei contadini, in contrapposizione con la prepotenza dei cosiddetti “galantuomini”, che approfittando della lontananza dei signori, dei padroni delle terre che vivevano lontani dal territorio, costringevano i lavoratori ad un’economia di pura sopravvivenza.

Il terzo ed ultimo relatore, l’editore Giuseppe Galzerano, ha poi narrato diffusamente della vita dell’autore Cosimo De Giorgi e si è soffermato sugli aspetti sociologici e politici, di cui l’opera offre infiniti spunti.

L’attualità e l’interesse degli argomenti trattati non potevano che suscitare un ampio e caloroso dibattito tra il pubblico che affollava la sala. Solo l’ora ormai tarda (si avvicinava la mezzanotte) ha costretto il moderatore e lo stesso Ezio Martuscelli a congedare il pubblico, concludendo così una splendida serata non solo di cultura, ma soprattutto di attualità.

 

Paolino Vitolo