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Pagine di Storia

I Luoghi della Cultura di Centola (SA)

Un Viaggio tra Chiese e Conventi

 

LA CAPPELLA DELLA SS. TRINITA’ IN CONTRADA SERRA

 

La “Contrada Serra”, che inizia a svilupparsi tra il XII – XIII secolo, include gli edifici che delimitano la lunga e stretta strada intitolata, dal 1918, al generale Pietro Imbriaco (già Via Riscatto). Partendo dall’omonima Piazza (l’antica “Piazza Vecchia” poi Piazza San Nicola) antistante alla chiesa parrocchiale, la via termina nel piazzale del Padreterno da cui si gode un panorama mozzafiato sulla valle del fiume Lambro (figure 1, 2, 3, 4, 5 e 6). Qui fu eretta l’antica chiesetta della SS. Trinità donata alla comunità dalla famiglia Lupo (figura 7).

Il rione “Serra” si espande lungo una cresta rocciosa, a sud-ovest di Piazza Imbriaco, da cui era possibile tenere sotto osservazione la valle del fiume Lambro, da secoli un’antica via commerciale che dagli approdi di Palinuro permetteva lo spostamento di merci e persone verso l’interno e le città di Velia e Paestum e quindi il ricco Vallo di Diano (figura 4).

Negli ultimi decenni (dal 1974) a sud della dorsale, in località “Donnania” è stata aperta una nuova strada, intitolata ad Alcide De Gasperi, il cui tracciato è all’incirca parallelo a quello di via Imbriaco. Questo evento ha favorito la costruzione di nuove case che hanno contribuito a popolare il Rione (figure 5 e 6).

Dal libro di Giovanni Cammarano sulla storia di Centola (vol. I, “Centola nella storia e nell’arte”) si ricava che questa piccola chiesa fu edificata in Contrada Serra dalla famiglia Lupo verso la fine del XV secolo. In seguito, nel 1576, fu intitolata al “Padre Eterno”. Intorno agli anni “60 del secolo XIX la cappella fu abbattuta e ricostruita. Riaperta al culto nel 1869, con la denominazione di “Cappella della SS. Trinita”, fu data in dono “alla devozione del popolo di Centola”.

Nel portale riguardante i beni culturali ecclesiastici [BeWeB], la Cappella della SS Trinità di Centola è così descritta:

“La cappella si trova nel centro storico di Centola. Affaccia sull’omonima piazza della SS. Trinità ed è sopraelevata rispetto a essa di sei gradini. Planimetricamente il piccolo edificio di culto è articolato in un unico ambiente che termina con l’altare preconciliare in fondo all’aula. Sotto il profilo estetico, la cappella all’esterno ha un carattere sobrio senza alcun tipo di apparato decorativo. Il fronte principale è connotato dalla presenza di una veletta campanaria. All’interno la cappella presenta il solo altare maggiore a muro.

Coperture: Tetto a due falde con struttura lignea e copertura in coppi e controcoppi. L’aula è separata dal sottotetto da un solaio piano.

Impianto strutturale: Strutture verticali, muratura portante di pietrame calcareo. Struttura di copertura costituita da solaio piano con sovrastanti travi lignee.

Pavimenti e pavimentazioni: Pavimento in monocottura di ceramica.

Scale: Scala esterna con 6 pedate in lastre di porfido ad opera incerta. Il tappeto centrale è in tessere di marmo di Carrara.

Da documenti diocesani si ricava che nel 1884 il Vescovo Maglione, dopo aver visitato la chiesa parrocchiale di Centola, visita le cappelle dell’abitato. Per la prima volta nelle visite pastorali si fa menzione della cappella della SS. Trinita’. Anche Mons. Jacuzio durante la visita pastorale a Centola (1902) visita la cappella della SS. Trinità.

Antiche fotografie che testimoniano momenti di vita e eventi nella piazzetta del Padreterno sono documentati attraverso le figure 8 e 9.

L’immagine dell’interno della piccola chiesa, così come appare oggi, è riprodotta nella figura 10. Le fotografie di manufatti che arricchiscono la cappella sono riportate nelle figure 11 e 12. E’ da rilevare come i quadri che raffigurano San Pietro e San Paolo, appesi rispettivamente alle pareti a Sx e a Dx entrando, denotano uno stato di pessima conservazione; richiedono immediati interventi di restauro e protezione al fine di evitare un processo irreversibile di degradazione.

Le memorie del nostro popolo vanno salvaguardate e per fare ciò le istituzioni devono farsi carico di mettere in atto adeguate misure di mantenimento. Qualora ciò non fosse le testimonianze della nostra cultura e delle nostre tradizioni andranno perdute. Ci si augura fortemente che ciò non avvenga.

 

Ezio Martuscelli

Presidente Associazione “Progetto Centola”

17/06/2020

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