{"id":2165,"date":"2015-11-04T19:45:35","date_gmt":"2015-11-04T19:45:35","guid":{"rendered":"http:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/?p=2165"},"modified":"2015-11-08T12:52:05","modified_gmt":"2015-11-08T12:52:05","slug":"il-viaggio-di-c-t-ramage-nel-cilento-del-1828-di-elena-paruolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/in-evidenza\/il-viaggio-di-c-t-ramage-nel-cilento-del-1828-di-elena-paruolo\/","title":{"rendered":"Il viaggio di C.T. Ramage nel Cilento del 1828 (di Elena Paruolo)"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Il viaggio di C.T. Ramage nel Cilento del 1828<\/h2>\n<h3>di Elena Paruolo<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Alla presentazione del libro curato da Raffaele Riccio, intitolato <em>Attraverso il Cilento. Il viaggio di C.T. Ramage da Paestum a Policastro nel 1828 &#8211; <\/em>avvenuta mercoledi 12 agosto 2015, presso il Museo Comunale delle Testimonianze e della Memoria, a Centola &#8211; hanno partecipato il Sindaco di Centola, Dott. Carmelo Stanziola; il Presidente dell\u2019Associazione Progetto Centola, Prof. Ezio Martuscelli; Raffaele Riccio, professore di Storia e Filosofia in un Liceo di Bologna, e la relatrice Elena Paruolo, anglista dell\u2019Universit\u00e0 di Salerno.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Profondo \u00e8 stato l\u2019interesse mostrato dai partecipanti di fronte al viaggio compiuto da uno straniero, C.T. Ramage, nel loro territorio nell\u2019Ottocento. Volevano saperne di pi\u00f9, per cui numerose sono state le domande, le richieste di precisazioni, e alcuni &#8211; come nel caso di un esponente della famiglia Lupo &#8211; hanno anche fornito informazioni su loro antenati collegati ai personaggi incontrati da Ramage nel suo viaggio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Qui di seguito alcune immagini dell&#8217;evento e l\u2019intervento della relatrice.<\/strong><\/p>\n\n\t\t<style>\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 25%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-2165 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/viaggio-ramage-elena-paruolo-10.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/viaggio-ramage-elena-paruolo-10-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/viaggio-ramage-elena-paruolo-09.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/viaggio-ramage-elena-paruolo-09-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/viaggio-ramage-elena-paruolo-06.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/viaggio-ramage-elena-paruolo-06-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/viaggio-ramage-elena-paruolo-05.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/viaggio-ramage-elena-paruolo-05-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il viaggio, osserva Dacia Maraini, \u00e8 tante cose. E\u2019 \u201cun modo di allargare il tempo, di renderlo pi\u00f9 spazioso, pi\u00f9 profumato, pi\u00f9 profondo\u201d.<\/p>\n<p>A partire dal Seicento, il viaggio diventa il <em>Grand Tour<\/em> (Grande giro) &#8211; un lungo viaggio che pu\u00f2 durare mesi ma anche anni &#8211; tappa quasi obbligatoria nell\u2019educazione dei giovani aristocratici e rampolli dell\u2019alta borghesia di Francia, Germania, Inghilterra, i quali confrontandosi con culture diverse dalla propria imparano a conoscere le antichit\u00e0, l\u2019arte, l\u2019architettura, i costumi di altri paesi. Luogo privilegiato del viaggio \u00e8 l\u2019Italia, dove, oltre a Roma, le citt\u00e0 pi\u00f9 visitate sono Venezia, Vicenza (con le ville del Palladio), Firenze, Napoli. Poi, dopo il 1740, con gli scavi di Pompei e il rinvenimento dei templi di Paestum, i viaggiatori incominciano a scendere sempre pi\u00f9 a Sud, verso la Calabria, e i luoghi della Magna Grecia che si affacciano sullo Ionio.<\/p>\n<p>Goethe &#8211; che ha visitato l\u2019Italia pi\u00f9 di una volta tra il 1786 e il 1788, e che si \u00e8 trovato ad assistere all\u2019eruzione del Vesuvio &#8211; esprime il suo desiderio e la sua nostalgia del Sud ( \u201claggi\u00f9\u2026\u201d) quando scrive:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>Conosci il paese dove fioriscono i limoni?<\/p>\n<p>Nel verde fogliame splendono arance d\u2019oro<\/p>\n<p>Un vento lieve spira dal cielo azzurro<\/p>\n<p>Tranquillo \u00e8 il mirto, sereno l\u2019alloro<\/p>\n<p>Lo conosci tu?<\/p>\n<p>Laggi\u00f9, laggi\u00f9<\/p>\n<p>Vorrei con te, o mio amato, andare!<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma\u2026 esprime anche sensazioni diverse quando, dopo il suo secondo viaggio, scrive:<\/p>\n<blockquote><p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 ancora come la lasciai,<\/p>\n<p>ancora polvere sulle strade,<\/p>\n<p>ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.<\/p>\n<p>Onest\u00e0 tedesca ovunque cercherai<\/p>\n<p>invano,<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 vita e animazione qui,<\/p>\n<p>ma non ordine e disciplina<\/p>\n<p>ognuno pensa per s\u00e9, \u00e8 vano,<\/p>\n<p>dell\u2019altro diffida,<\/p>\n<p>e i capi dello stato, pure loro,<\/p>\n<p>pensano solo per s\u00e9.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il <em>Viaggio in Italia <\/em>(1816\/17) di Goethe \u00e8 forse uno dei modelli pi\u00f9 riusciti del genere letterario che ha per oggetto una o pi\u00f9 esperienze di viaggio realmente vissute dall\u2019autore, il quale descrive ci\u00f2 che vede in un paese straniero, le persone che incontra, gli eventi &#8230; Nei resoconti di viaggio scritti nel Settecento (epoca dell\u2019Illuminismo) si riscontra una certa oggettivit\u00e0, invece, in quelli dell\u2019Ottocento &#8211; scritti sotto l\u2019influsso del Romanticismo &#8211; emerge una maggiore soggettivit\u00e0 ed emotivit\u00e0 del viaggiatore. Tra gli autori che hanno contribuito a questo genere, scrivendo dell\u2019Italia, vorrei ricordare lo scrittore inglese George Gissing che in <em>Sulla riva dello Ionio<\/em> (<em>By the Ionian Sea, <\/em>1901) descrive un suo viaggio nei luoghi della Magna Grecia, avvenuto nel 1897, esprimendo simpatia per le genti del Sud di cui sottolinea la dignit\u00e0 e la gentilezza.<\/p>\n<p>Il viaggio in Italia \u00e8 uno dei motivi ispiratori anche di molti romanzi che raccontano storie affascinanti \u2013 spesso ricorrendo a protagoniste femminili (forse perch\u00e9 nell\u2019Ottocento anche le donne incominciano a partire per il <em>Grand Tour<\/em>\u2026) &#8211; che si snodano tra le antichit\u00e0 di Roma o le bellezze artistiche di Firenze e di altre citt\u00e0. Ad esempio, in <em>Ritratto di signora<\/em> (<em>Portrait of a Lady<\/em>, 1881) lo scrittore americano Henry James, che allarga i confini del <em>Grand Tour <\/em>dagli Stati Uniti all\u2019Europa, e che all\u2019 innocenza del Nuovo mondo contrappone la corruzione del Vecchio mondo, racconta di Isabel Archer, una bella e volitiva ragazza americana che viene in Europa, e si ferma a Roma dove la sua vita si svolge tra antichi palazzi e sordide congiure. In <em>Camera con vista<\/em> (<em>A room with a view,<\/em> 1908), lo scrittore inglese E.M. Forster, ci fa conoscere invece una giovane donna dell\u2019et\u00e0 Edoardiana in viaggio a Firenze, citt\u00e0 che diventa luogo della sua liberazione emotiva, psicologica e fisica.<\/p>\n<p>Ma torniamo ai resoconti di viaggio.<\/p>\n<p>Questa sera parleremo di C.T. Ramage, studioso scozzese vissuto nell\u2019Ottocento, che dopo essersi laureato in Lettere Classiche presso l\u2019Universit\u00e0 di Edinburgo, poco pi\u00f9 che ventenne, decide di trascorrere il periodo aprile-giugno 1828 nel Sud dell\u2019Italia. Dal viaggio trae poi un libro intitolato <em>Ramage in South Italy. The nooks and by-ways of Italy. Wanderings in search of its ancient remains and modern superstitions,<\/em> pubblicato nel 1868. Questo volume, tradotto in italiano a distanza di un secolo, nel 1966, come<em> Viaggio nel Regno delle Due Sicilie, <\/em>comprende anche una parte che riguarda il Cilento.<\/p>\n<p>Proprio le pagine sul Cilento &#8211; ma in una nuova e pi\u00f9 precisa traduzione di Raffaele Riccio &#8211; costituiscono il libro <em>Attraverso il Cilento. Il viaggio di C.T. Ramage da Paestum a Policastro<\/em> <em>nel 1828, <\/em>che presentiamo questa sera. La bella Introduzione e le accurate Note sono di Raffaele Riccio. La postfazione \u00e8 di Roberto Ritondale. La casa editrice \u00e8 Edizioni dell\u2019Ippogrifo (Sarno) che &#8211; dopo la prima edizione del 2013 &#8211; lo ha ristampato nel 2014.<\/p>\n<p>Leggendo le note di viaggio di Ramage &#8211; e guidati dalla Introduzione di Raffaele Riccio &#8211; apprendiamo che lo studioso e viaggiatore scozzese ha trascorso una settimana nel Cilento, girandolo a piedi, secondo un itinerario che include Paestum, Agropoli, Torchiara, Velia, Ascea, Pisciotta, Palinuro, Centola, Policastro.<\/p>\n<p>La mappa che segue la prende dagli scrittori classici.<\/p>\n<p>Ecco dunque che quando visita le rovine di Velia, una colonia greca, che in epoca romana si era trasformata in un luogo di villeggiatura e di residenza per gli ammalati, non pu\u00f2 non ricordare che probabilmente anche Orazio vi si era recato, per curare una malattia degli occhi. Non appare convinto che il fiume Alento sia degno dell\u2019epiteto di \u201cnobile\u201d attribuitogli da Cicerone perch\u00e9 quando lo vede lui ha poca acqua, a causa del gran caldo, ma forse \u2013 pensa &#8211; in inverno si gonfia fino a diventare un fiume imponente e dunque \u201cnobile\u201d. Mostra un grande desiderio di visitare il sito dove si pensava fosse collocata la tomba di Palinuro, il nocchiero di Enea di cui parla Virgilio nell\u2019<em>Eneide,<\/em> sebbene ritenga che il racconto di Virgilio \u201cnon \u00e8 che una sua finzione poetica\u201d. Cerca con cura le rovine di un tempio di Cerere o di Proserpina perch\u00e9 di esso parlano gli scrittori antichi ma non trova nulla che gli possa dare qualche indizio circa la sua collocazione. In quanto studioso dei classici si appassiona alle iscrizioni sepolcrali, che riporta in greco e in latino. Alcune sono molto tenere:<\/p>\n<p>\u201cL. Arulenus Sosimus ha eretto questo monumento alla sua carissima moglie Clodia Charis. Se essa avesse raggiunto la piena estensione della vita, egli non avrebbe avuto nulla da invidiare n\u00e9 agli uomini n\u00e9 agli dei: ha vissuto con lui appena quindici giorni\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLaggus, figlio mio, riposa in pace: tua madre ti supplica di portarla con te. Addio\u201d.<\/p>\n<p>Da buon anglosassone, Ramage scrive in maniera fattuale, precisa, dando informazioni che hanno un valore storico, ma di tanto in tanto fa trapelare qualche emozione. Come quando si trova in vetta al Monte Stella dove rimane abbagliato dalla \u201cnobilt\u00e0\u201d del panorama, o quando, scendendo verso una pianura in cui scorre il fiume Mingardo si mostra \u201cnon poco sorpreso nell\u2019udire avvicinarsi il suono vivace e gagliardo di una cornamusa\u201d:<\/p>\n<p>\u201cPer un istante mi sentii trasportare in qualche angolo remoto del mio paese natio e aspettavo che, da un momento all\u2019altro, mi comparisse innanzi un montanaro scozzese nel costume nazionale\u201d.<\/p>\n<p>Poi capisce che in realt\u00e0 si tratta di un pastore e che il suono emesso dal suo strumento \u2013 la zampogna &#8211; non \u00e8 lo stesso della cornamusa, \u00e8 comunque un suono che man mano che il pastore si allontana \u201cdiventa sempre pi\u00f9 gradevole\u201d.<\/p>\n<p>Riscontra numerose differenze culturali tra i Cilentani e gli abitanti della sua terra. Una in particolare colpisce, perch\u00e9 vale ancora oggi. Quando sta per prendere congedo dal suo ospite e dalla sua famiglia nota che gli italiani:<\/p>\n<p>\u201channo un\u2019abitudine che a noi \u00e8 particolarmente sgradita. Accomiatandosi \u00e8 usanza baciare tutti i maschi della famiglia e, allo scopo di rifarmi almeno in parte di questo orribile fastidio, feci s\u00ec che anche le signore potessero contare sul mio tributo, posso assicurarti, tuttavia, che anche questo compenso non riusc\u00ec a farmi accettare del tutto questa forma di saluto\u201d.<\/p>\n<p>Continuamente sottolinea \u201cl\u2019ospitalit\u00e0 cortese \u2026 la cortesia genuina e la bont\u00e0 sincera di questo popolo semplice\u201d, sia che si tratti di famiglie abbienti sia che si tratti di gente povera come nel caso di un contadino che mangia insieme alla moglie, al figlioletto e all\u2019asino, che incontra lungo il cammino, gente poverissima che si dimostra pronta a condividere con lui un po\u2019 di pane rozzo ed un fiasco di vino. Evidenzia in modo particolare la bont\u00e0 dei frati del monastero di Centola che \u201cgli preparano subito il pranzo, scusandosi che il pasto non sarebbe stato abbondante come avrebbero voluto, in quanto la regola dell\u2019ordine li obbligava a vivere in modo morigerato\u201d.<\/p>\n<p>Ramage, ricorda Raffaele Riccio nella Introduzione, si trova nel Cilento circa tre mesi prima che scoppino i moti del 1828, per cui non pu\u00f2 non notare che il governo attua un rigoroso controllo su chiunque si mette in viaggio. Gli viene chiesto continuamente di mostrare il suo passaporto forse perch\u00e9 si sospetta che possa essere un agente segreto inglese, incaricato di qualche missione politica. Gli vengono poste pi\u00f9 volte domande sulla Costituzione inglese. Fa riferimento all\u2019organizzazione dei carbonari, parlando di Pisciotta.<\/p>\n<p>Anche i briganti rientrano nelle sue note di viaggio. Quando ne incontra alcuni riferisce che:<\/p>\n<p>\u201canche loro furono sorpresi nel vedermi e balzarono tutti in piedi in un solo attimo. Mostravano delle facce decisamente poco raccomandabili;\u2026 Non esitai nemmeno per un momento; li salutai e, nonostante che da un momento all\u2019altro mi aspettassi di udire l\u2019ordine perentorio di fermarmi, proseguii per la mia strada; loro non dissero nemmeno una parola e neppure mi resero il saluto. Confesso che, non appena fui ben nascosto ai loro occhi accelerai di gran lunga il passo\u2026\u201d<\/p>\n<p>Tuttavia, Ramage non se la sente di intervenire sulle questioni interne di un paese di cui conosce tanto poco. Solo una volta d\u00e0 un \u201cgiudizio crudo e illuminante\u201d con il quale, osserva Roberto Ritondale nella Postfazione, \u201csi chiude il cerchio del suo viaggio\u201d e si spiega \u201cl\u2019origine profonda dei problemi del Sud\u201d:<\/p>\n<p>\u201cPer quanto ho potuto capire e vedere mi pare che questo popolo non sia ancora maturo per una forma di governo a rappresentanza popolare\u201d.<\/p>\n<p>Il Cilento che Ramage descrive, sottolinea ancora Raffaele Riccio, \u00e8 \u201cdiverso da come lo percepiamo oggi\u201d. E\u2019 pi\u00f9 il Cilento interno, che quello costiero. E\u2019 fatto di montagne e colline, di sentieri, di fiumi, di paesi arroccati sulle alture. Il mare resta sullo sfondo. E non mancano nella descrizione di questa terra da parte del viaggiatore scozzese \u201cle notizie che riguardano la vita quotidiana e l\u2019alimentazione\u201d. Frequenti sono ad esempio i suoi riferimenti alle salsicce che gli vengono proposte nelle varie locande in cui si ferma, e che nella dispensa di un oste vede insieme a \u201cprosciutti che sembravano ben conservati, piccole forme rotonde di formaggio fatte con latte di capra e, appesa in reticelle, una grande variet\u00e0 di frutta secca, come lo zibibbo ed i fichi. Due botticelle di vino\u2026\u201d. Il riferimento alle salsicce lo riporta di nuovo a un classico rivelando anche la sua curiosit\u00e0 di filologo:<\/p>\n<p>\u201cDa Macrobio apprendiamo che questo trito di carne veniva comunemente chiamato <em>isicium<\/em>, quindi <em>salis isicia<\/em>, da cui deriva la parola italiana <em>salsiccia<\/em> che si \u00e8 modificata nella nostra lingua in <em>sausage<\/em>, derivata dal francese <em>saucisse<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Insomma, un viaggio quello di Ramage che mostra da un lato la sua cultura e dall\u2019altro il suo senso di scoperta continua di un territorio fino a quel momento noto a lui solo attraverso la letteratura. Un viaggio che rende con una scrittura moderna (grazie anche alla traduzione di Raffaele Riccio) che fa trapelare qua e l\u00e0 il suo <em>sense of humour<\/em> tipicamente scozzese, sebbene lui si presenti come inglese a coloro che incontra perch\u00e9, scrive, \u201cil dichiararsi <em>inglese<\/em> assicura il massimo rispetto ovunque si vada, e mi dispiace pensare che il definirsi <em>scozzese<\/em> non garantirebbe il medesimo risultato\u201d!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Il viaggio di C.T. Ramage nel Cilento del 1828 di Elena Paruolo &nbsp; Alla presentazione del libro curato da Raffaele Riccio, intitolato Attraverso il Cilento. Il viaggio di C.T. 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