{"id":2193,"date":"2015-12-31T14:07:54","date_gmt":"2015-12-31T14:07:54","guid":{"rendered":"http:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/?p=2193"},"modified":"2015-12-31T14:07:54","modified_gmt":"2015-12-31T14:07:54","slug":"la-donna-nel-cilento-articolo-sullevento-del-21-dicembre-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/documenti\/la-donna-nel-cilento-articolo-sullevento-del-21-dicembre-2015\/","title":{"rendered":"La donna nel cilento, articolo sull&#8217;evento del 21 dicembre 2015"},"content":{"rendered":"<p>Un filo rosso, pi\u00f9 che rosa, la storia delle donne cilentane, dal ruolo familiare al ruolo sociale, nel volgere dei decenni. Questo il tema, questo l\u2019approccio scelto dall\u2019Associazione Progetto Centola,con l\u2019evento che ha avuto luogo la sera del 21 Dicembre 2015, presso la sala Museo.<\/p>\n<p>Dopo le recenti, lodevoli, iniziative dedicate alla \u201cGrande Guerra\u201d e all\u2019 Emigrazione, in una prospettiva cilentana, o, meglio ancora, del territorio del Comune di Centola, l\u2019Associazione ha dunque scelto, con l\u2019esame del mondo femminile nella sua evoluzione storica, sociale e culturale, un tema di grande impatto, chiaramente trasversale e intrecciato con quelli delle guerre e delle emigrazioni \u2013 eventi che costrinsero le donne a sostituire gli uomini assenti, a volte per sempre. Una sostituzione non priva di effetti permanenti sul ruolo sociale della donna, sulla sua considerazione e, non ultimo, sulla propria auto-considerazione. Ma in definitiva la storia delle donne, nella sua dimensione cilentano \/ centolese, si intreccia con tutti i temi affrontati finora. Un filo rosso, appunto, che, a detta di pi\u00f9 intervenuti, richieder\u00e0 approfondimenti e nuove occasioni, considerata la rilevanza permanente dell\u2019argomento, nelle sue cento sfaccettature.<\/p>\n<p>Come ha detto in apertura il Presidente dell\u2019Associazione Progetto Centola, Ezio Martuscelli, la serata \u00e8 stata fortemente voluta da Maria Antonia Cammarano, curatrice principale del Calendario 2016, presentato durante la serata e dedicato a immagini storiche di donne di tutto il territorio comunale, viste in momenti significativi dei loro lavori e della loro vita, spesso di estrema, ineludibile, fatica. Immagini e volti che danno un\u2019idea immediata della evoluzione, lenta ma irreversibile, della vita e dei costumi. Martuscelli ha voluto ricordare, tra le altre, la figura unica di Peppina Palumbo (Pippina r\u2019 paparella), la portatrice di acqua. Persone che solo in occasioni come questa escono per un momento dall\u2019oblio.<\/p>\n<p>A seguire, Raffaele Riccio ha mostrato un filmato amatoriale, girato da un soldato americano di seconda generazione, sui luoghi di origine della famiglia (Rofrano Cilento). Il soldato scopr\u00ec, con sorpresa, che niente era cambiato dai ricordi remoti del padre. Tra le inquadrature, quelle di una donna che torna in paese \u2013 ovviamente a piedi \u2013 dietro al mulo che porta i panni appena lavati al fiume, e oltre ad avere in equilibrio sulla testa la \u201cquarta\u201d (grande brocca) piena di acqua, camminando fa la calza&#8230;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un\u2019 immagine allegorica che rimane nella memoria.<\/p>\n<p>Il tema della serata \u00e8 stato quindi affrontato dal dr. Pasquale Carella, memorialista del territorio cilentano con una presentazione gradevole, dal linguaggio diretto. Carella riconosce che la donna cilentana \u00e8 stata sempre vista con l\u2019occhio dei maschi, tenuta incolta per la storica associazione cultura\/emancipazione\/diavoleria. Un certo ruolo sociale lo avevano solo le mammane e le b\u2019zzoche. Carella vede nella crisi del1861 un momento chiave : alla disillusione seguita alle promesse di Garibaldi (terra e libert\u00e0) tradite dalla storia, seguirono rivolte e ribellioni inglobate nel termine brigantaggio, spesso solo una reazione ai soprusi. Il fenomeno coinvolse, in modo diretto e indiretto, le donne. Un momento notevole della presentazione di Carella \u00e8 stata la lettura della lettera di una \u201cbrigantessa\u201d, termine fuorviante per una ragaza violata da 3 \u201cgalantuomini\u201d (altro termine fuorviante) e costretta alla fuga in Brasile per averne uccisi \u201csolo\u201d due..Un documento storico e privato insieme, di grande impatto e in linea con il taglio storico sociale e culturale della serata.<\/p>\n<p>L\u2019 emigrazione coinvolse pesantemente le donne, sia quelle emigrate con la famiglia, sia quelle rimaste nei paesi a dover coprire tutti i ruoli (masculo e fimmena), in casa e nei campi : dal 1871 al 1915 intensa fu l\u2019emigrazione. Poi, la \u201cGrande guerra\u201d, che vide la partecipazione di 10.000 soldati cilentani : altra forzata assenza maschile. Dopo il picco dell\u2019emigrazione nel 1920, il Ventennio fascista rapresent\u00f2 una pausa, dovuta anche alla ideologia, con una certa nuova considerazione del ruolo della donna \u2013 aggiunge Carella &#8211; e conseguente adesione femminile al regime. Carella ha mostrato quadri \u2013 di Mercadante e di Jos\u00e8 Ortega &#8211; rappresentativi del ruolo delle donne dell\u2019epoca, e ha citato giochi come le \u201cbrecce\u201d, quasi un simbolo di tenacia. Dopo la \u201cconquista\u201d del voto femminile (1946), l\u2019emigrazione riprese, ma, come sottolineato, le foto degli emigranti degli anni \u201950 mostrano sguardi pi\u00f9 consapevoli e meno tragici di quelli di inizio secolo, di fronte a un cambiamento di vita comunque radicale. Carella ha concluso citando l\u2019emigrazione interna, con lavoro in fabbrica che signific\u00f2, oltre a una doppia fatica, una progressiva emancipazione economica e, faticosamente, sociale. Di conseguenza, mutavano anche i ruoli femminili in ambito familiare.<\/p>\n<p>A questo tema, coinvolgente e con posizioni fatalmente contrapposte, si \u00e8 riallacciato il Sindaco di Centola, Carmelo Stanziola, che, oltre ai ringraziamenti ripetuti ma sempre sinceri alle iniziative e al ruolo di stimolo dell\u2019 Associazione Progetto Centola, ha espresso le sue forti, personali convinzioni circa il ruolo della donna in famiglia e nel sociale. Posizioni che, a detta di pi\u00f9 partecipanti, richiederebbero un dibattito probabilmente conflittuale, pi\u00f9 approfondito e una occasione specifica.\u00a0 Il Sindaco, con l\u2019occasione, oltre al citato Calendario \u2013 che ha il sostegno del Comune \u2013 ha presentato altre iniziative, come il libro \/ depliant \u201cPalinuro\u201d, strumento di promozione turistico &#8211; culturale di tutto il territorio comunale, ed ha ricordato iniziative quali l\u2019illuminazione e il ripristino della pietra locale nel centro storico di Centola, oltre al restauro della Chiesa madre e alla valorizzazione delle specificit\u00e0 delle altre frazioni comunali : per passare, ha concluso Stanziola, \u201cda un turismo balneare a un turismo di identit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Vivace ed appassionato l\u2019intervento di Marisa Amendola, insegnante, voce e anima palinurese del Progetto Centola e co-autrice con Ezio Martuscelli dei lavori tra i pi\u00f9 stimolanti finora prodotti (con altri previsti per il 2016). L\u2019intervento si \u00e8 concentrato sulle donne del territorio comunale, sulle\u00a0 loro fatiche e dolori, legati alla perdita temporanea o definitiva di figli e mariti e alla durezza oggettiva delle loro condizioni di vita. Donne ancora giovani che sfiorivano per essere state costrette ad accollarsi duri lavori esterni (manovali, legnaiuole, contadine) in aggiunta a quelli familiari. Con una frase molto incisiva, Marisa Amendola sintetizza \u201cIl mondo era nella mani degli uomini, ma sulle spalle delle donne\u201d. La capacit\u00e0 di sopportazione di dolori e fatiche era accompagnata dalla umiliazione di essere considerate \u201cinferiori\u201d e dalla totale soggezione ai maschi. Non c\u2019\u00e8 letteratura sulle donne : si potrebbe commentare che \u201cla storia la scrivono i vincitori\u201d..\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Come nel suo stile, la Amendola arricchisce i suoi interventi (e i suoi scritti) con preziosi puntuali riferimenti a fatti e persone, basati su racconti diretti e ricordi sorprendenti di anziane. Cos\u00ec rivivono le immagini dimenticate della contadina che avevo perso la parola per soggezione, della donna legata per ore a un albero di fico per punizione a una disobbedienza, ma anche \u2013 unica storia in controtendenza \u2013 del pescatore minacciato di percosse dalla moglie vigorosa, che si mise al sicuro e si vantava con gli amici di averla pestata a dovere&#8230;<\/p>\n<p>Marisa Amendola ha considerato la serata una prima riflessione sul mondo femminile cilentano\/locale, da proseguire.<\/p>\n<p>Tra i momenti salienti della serata, il ricordo, meglio la \u201ccelebrazione\u201d di Gemma Bracaloni, ostetrica storica del Comune di Centola dal 1941 : \u201cdalla Toscana a Centola : una centolese di adozione\u201d. L\u2019omaggio viene presentato sotto forma di lettera, ampia e puntuale, scritta dalla figlia di Gemma alla propria figlia. Lettera letta da Silvia Mion, nipote della levatrice. Dalla descrizione della vita della nonna Gemma viene fuori uno spaccato storico stociale di grande concretezza ed interesse. Dal passaggio \u201cstorico\u201d dalle benemerite \u201cmammane\u201d (citate una ad una, con le rispettive frazioni del Comune in cui assistevano donne prive di ogni altra assistenza, considerato che un solo medico doveva coprire cinque paesi e interveniva perlopi\u00f9 solo nei parti con criticit\u00e0) ad una ostetrica diplomata e \u201csettentrionale\u201d : una esperienza un p\u00f2 alla Carlo Levi di \u201cCristo si \u00e8 fermato a Eboli\u201d, e simile a quella dell\u2019 ostetrica del richiamato film di De Sica \u201cPane, amore e fantasia\u201d.<\/p>\n<p>Rievocati nella lettera (documento da conservare) i paesi dell\u2019area centolese negli anni \u201940, bellezza e miseria, disponibilit\u00e0 umana (\u201cnon tornavo mai a casa a mani vuote\u201d, dice Gemma nella lettera), la rivalit\u00e0 poi superata con l\u2019altra ostetrica, l\u2019assenza prolungata di ogni struttura, la bici (altro rimando al film di De Sica) per correre ad assistere le partorienti, l\u2019attraversare il fiume sulle spalle dei futuri padri, episodi \u201cepici\u201d come il fal\u00f2 su S. Nicola per avvisare una seconda famiglia in attesa in una casa distante, una preziosa medicina conservata in una brocca..Episodi e persone che meritavano l\u2019omaggio della memoria, in una cornice storica che vedeva la levatrice accompagnare i neonati al Battesimo (3.000 bambini tra il 1941 e il 1975, per Gemma Bracaloni), quando le neo madri dovevano rispettare la \u201cquarantena\u201d, poi cancellata dal Concilio Vaticano II.<\/p>\n<p>Verso la conclusione della serata, Maria Antonia Cammarano \u2013 vera ispiratrice dell\u2019 iniziativa, come ricordato in apertura da Ezio Martuscelli \u2013 ha spiegato le motivazioni per la scelta del Calendario 2016, dedicato alle donne del territorio del Comune di Centola, nel periodo storico tra fine \u2018800 e 2^ met\u00e0 del \u2018900. La Cammarano ha sottolineato il ruolo delle fotografie come \u201ctestimoni visivi\u201d e ha auspicato approfondimenti specifici su donne e guerre, donne ed emigrazione, invitando tutti a ricostruire il passato della donna in queste terre, nello spirito dell\u2019Associazione Progetto Centola.<\/p>\n<p>In chiusura, Vincenzo Lamanna, medico, apprezzato poeta centolese sostenitore della poesia come salvifica della memoria, ha letto un suo intenso componimento poetico dedicato alla donna cilentana.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0A seguire, Maria Teresa Scianni, con la sua consueta \u201cpartecipazione\u201d ha letto una breve poesia di Andrea Luise, che \u2013 in quanto \u201ccentolese della diaspora\u201d l\u2019ha dedicata a tutte le donne, viste come \u201cl\u2019altra met\u00e0 del cielo\u201d.<\/p>\n<p>Una canzone amata dalla ostetrica Gemma Bracaloni \u201cMattinata fiorentina\u201d ha chiuso un serata di temi stimolanti, da riprendere : si attendono suggerimenti.<\/p>\n<p><em>Andrea LUISE<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>L\u2019altra met\u00e0 del cielo<\/p>\n<p>Fascino delle donne.<\/p>\n<p>Dell\u2019 Est<\/p>\n<p>e dell\u2019 Ovest<\/p>\n<p>e di tutt\u2019e cento<\/p>\n<p>i punti cardinali.<\/p>\n<p>Le donne sono<\/p>\n<p>l\u2019altra met\u00e0 del cielo.<\/p>\n<p>Quella con la luna.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Andrea Luise<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un filo rosso, pi\u00f9 che rosa, la storia delle donne cilentane, dal ruolo familiare al ruolo sociale, nel volgere dei decenni. Questo il tema, questo l\u2019approccio scelto dall\u2019Associazione Progetto Centola,con l\u2019evento che ha avuto&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[21],"tags":[],"class_list":["post-2193","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-documenti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2193","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2193"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2193\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2194,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2193\/revisions\/2194"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2193"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2193"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2193"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}