{"id":2402,"date":"2016-11-10T17:51:56","date_gmt":"2016-11-10T17:51:56","guid":{"rendered":"http:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/?p=2402"},"modified":"2016-11-10T17:51:56","modified_gmt":"2016-11-10T17:51:56","slug":"i-ragazzi-del-sud-prima-soldati-e-poi-emigranti-di-andrea-luise","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/emigrazione\/i-ragazzi-del-sud-prima-soldati-e-poi-emigranti-di-andrea-luise\/","title":{"rendered":"I RAGAZZI DEL SUD, PRIMA SOLDATI E POI EMIGRANTI di Andrea Luise"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/f1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2403\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/f1-300x172.jpg\" alt=\"f1\" width=\"300\" height=\"172\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/f1-300x172.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/f1.jpg 647w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u201cI RAGAZZI DEL SUD, PRIMA SOLDATI E POI EMIGRANTI\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong><em><u>Centola, 4 novembre 2016<\/u><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 di Andrea Luise<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Cantano \u201cVecchio scarpone\u201d pensando alle Nike, i bambini del <u>Coro della Scuola elementare di Palinuro<\/u>, e \u201cIl Piave mormorava\u201d seguito da \u201cBella ciao\u201d, in un recupero del patrimonio delle memorie e in una prospettiva storica che, per la loro giovane et\u00e0 e il passare dei decenni, riduce o annulla le distanze temporali ed ideologiche. Diretti e governati dalla mano ferma della loro Insegnante, Filomena Merola, i bambini del Coro hanno aperto la sesta giornata delle testimonianze e della\u00a0 memoria su guerre e prigionia lo scorso 4 Novembre presso il Museo Comunale di via Tasso, Centola.<\/p>\n<p>La Serata,\u00a0 organizzata dall\u2019Associazione Progetto Centola, con il patrocinio del Comune di Centola, in occasione della &#8220;GIORNATA DELL&#8217;UNIT\u00c0 NAZIONALE E DELLE FORZE ARMATE&#8221; \u00e8 stata dedicata a \u201cI ragazzi del Sud, prima soldati e poi emigranti\u201d. Un approccio che ha saldato \u201cfisicamente\u201d, attraverso storie di persone che li hanno vissuti entrambi, i due temi forti della guerra e della emigrazione, cui il Progetto Centola ha dedicato molte energie e molta attenzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come indicato dal Presidente dell\u2019Associazione Progetto Centola, <u>Ezio Martuscelli<\/u>, la serata ha previsto due momenti : la Conferenza del Prof. Giuseppe d\u2019Angelo, docente dell\u2019Universit\u00e0 di Salerno ed esperto di Migrazione, e le Testimonianze su \u201cI ragazzi del Sud&#8230;\u201d attraverso la voce e i ricordi dei parenti intervenuti. Il Coro dei bambini di Palinuro, come si \u00e8 detto, ha aperto al serata (con l\u2019Inno di Mameli) e ne ha concluso la prima parte, con canti sia patriottici sia sentimentali della tradizione che si definisce \u201cpopolare\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con la sua apprezzata comunicativa e l\u2019approccio mai accademico, pur citando Joseph Roth e l\u2019impatto economico delle guerre, <u>il Prof. D\u2019Angelo<\/u> ha descritto con incisivit\u00e0 il momento di \u201caccelerazione della storia\u201d rappresentato dalla prima guerra mondiale, il suo impatto sulla emigrazione nazionale, nonch\u00e8 il rapporto spesso trascurato tra colonialismo e neo emigrazione. Di particolare efficacia la sottolineatura del nesso tra guerre ed emigrazione : i migranti diventano profughi&#8230;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Durante le guerre l\u2019emigrazione italiana\u00a0 fu sospesa, con fenomeni significativi di rientri sia di connazionali allontanati dai loro luoghi di lavoro sia di gruppi ideologicamante motivati alla guerra patriottica. La conseguente disoccupazione fu \u201canestetizzata\u201d dalla mobilitazione di massa. Prima di concludere, con un vibrante invito a vedere i confini non come barriere, ma come punti di contatto, d\u2019 Angelo ha aggiunto che il fenomeno dei giovani cilentani, prima soldati poi emigranti, si \u00e8 poi ampiamente ripetuto con la seconda guerra mondiale. Con ci\u00f2 fornendo la cornice storica e sociale alla seconda parte della Serata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo i canti dei bambini, il saluto del <u>Sindaco di Centola<\/u>, Carmelo Stanziola, che ha espresso un ringraziamento non rituale al Progetto Centola, apprezzando la folta presenza stasera di cittadini palinuresi. Il Sindaco ha anticipato l\u2019utilizzo imminente della ex- casa Canadese, a Palinuro, e l\u2019apertura a Foria dell\u2019Istituto Superiore Alberghiero, concludendo col ricordare i 150 immigrati ospitati nell\u2019area comunale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La seconda parte della Serata \u00e8 stata dedicata ai personaggi (alle persone) che hanno vissuto le dolorose esperienze di soldato (della seconda guerra mondiale) e poi di emigrato. I dati raccolti sono il risultato da una ricerca condotta nell\u2019intera area centolese, una ricerca che ancora una volta ha saputo stimolare la partecipazione attiva di tanti, che condividono l\u2019obiettivo di far rivivere collegialmente memorie spesso solo private.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell\u2019introdurre questa seconda parte, il Presidente del Progetto Centola mostra con emozione l\u2019immagine pi\u00f9 remota di un soldato centolese, <u>Raffaele Stanziola<\/u> che fu soldato ad Adua (1886) ed emigrato negli USA. I nipoti di molte delle figure ricordate sono in sala stasera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si inizia con <u>Giuseppe Luise<\/u>, il cui ricordo \u00e8 affidato alla nipote Carmen (figlia del maestro Gerardo Luise, anch\u2019egli presente). Del nonno allora ragazzo rivivono le fasi di guerra, la prigionia, l\u2019incontro incredibile con un fratello a Tripoli e poi con un altro fratello alla stazione di Centola, a fine guerra (l\u2019impatto di tali incontri era ben significativo, in tempi pressoch\u00e8 privi di mezzi di comunicazione..). Rivivono gli incontri tardivi tra un padre e i propri figli, e poi l\u2019emigrazione (a Caracas, in questo caso), il ritorno al paese (Centola) nel \u201954, la vita che ruota di nuovo intorno a casa, terra, bestiame. E la nascita del figlio maschio (il Gerardo citato sopra), che continua la sua ricerca su questo \u201ceroe-del- quotidiano\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il ricordo di <u>Giuseppe Speranza<\/u>, detto \u201cO sceriffo\u201d, \u00e8 affidato alla vivacit\u00e0 emozionata del figlio Luigi, che inizia ricordando le lettere inviate dal padre dal fronte greco-albanese, sulla illusione condivisa della guerra-lampo. E poi la ferita, benvenuta, che ne comporta il rientro in Italia (a Caserta). Segue l\u2019avvio di una attivit\u00e0 commerciale (caffetteria, poi negozio di alimentari che passer\u00e0 a Nicola Greco).<\/p>\n<p>Olre ai ricordi privati, riemergono le indagini dell\u2019epoca sulla miseria (CGIL \u2013 De Gasperi), la Riforma agraria, la morsa miseria-guerra-miseria, il baratto per sopravvivere. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0A 30 anni Giuseppe Speranza emigr\u00f2, anch\u2019egli in Venezuela, accolto \u2013 come molti altri &#8211; dall\u2019 Impresario Gagliardi. Una caduta dal tetto ne rivela la scarsa attitudine al primo mestiere offertogli (muratore) e lo fanno promuovere sul campo rappresentante di profumi. Attraverso vicende anche esilaranti, diviene titolare di un negozio, importante con 5 figli sparsi e una moglie che ha dovuto assumere \u201cil comando\u201d a casa. Il figlio Luigi rievoca \u2013 con intuibile emozione &#8211; il suo primo incontro con suo padre, a 10 anni. E quindi il ritorno a Centola, nel 1962. Casa e terra, attivit\u00e0 commerciali : ferramenta, materiali edili e&#8230;cambiavalute. Luigi chiude con un ricordo pieno di colore legato ad un cambio sballato dato a un forestiero con la Spider rossa e poi recuperato in modo carambolesco&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La figura di <u>Alfonso Pace<\/u> \u00e8 ricordata da M. Rosaria Loschiavo, su richiesta della nipote A. Maria,che ne ha raccolto le notizie. Soldato nella seconda guerra mondiale, poi emigrato, come gli altri due fratelli, a Caracas (le sorelle rimaste a Centola). Falegname in Venezuela, poi militare (e apprezzato artigiano) in Germania, prigioniero degli Inglesi, amicizia assoluta con compaesano Donato Stanziola. Nel 1945 il ritorno a Centola, ma passando prima dal Sacro Monte, come ex-voto dei due amici. Matrimonio e ancora falegname. Di fede socialista (uno dei rari riferimenti politici in queste biografie), nel 1954 emigra in Venezuela. Falegname anche qui, subendo rovesci economici in seguito a cambiamenti politici locali, incluso il colpo di stato del 1958. Ma resiste. Ritorna a Centola nel 1971, malato di asma ma falegname, fino alla fine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ezio Martuscelli cita poi <u>Donato Stanziola<\/u>, soldato (e amico fraterno di Alfonso Pace), poi emigrato in Venezuela; <u>Michele Vassallo<\/u> (presente il figlio Mauro), soldato poi emigrato; <u>Raffaele Iorio<\/u> (presente la figlia Anna), campagna di Grecia, prigioniero dei tedeschi, poi emigrato in Uruguay, tornato a Centola nel 1959; <u>Salvatore Ciccariello<\/u>, sopravvissuto alla campagna di Russia, poi emigrato in Uruguay con tutta la famiglia (evento inusuale a quei tempi) : Ezio ricorda con soddisfazione che un erede di Salvatore Ciccariello ne ha avuto una foto (l\u2019unica) dal Progetto Centola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il ricordo di <u>Vincenzo Piscione<\/u> \u00e8 affidato al nipote Emilio che rammenta i suoi nonni, forestieri, giunti a Centola per lavoro, e poi la prigionia di Vincenzo in Sudafrica. Ritorno in patria nel 1947, matrimonio e..nuova emigrazione, bench\u00e8 \u201csolo\u201d in Toscana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La storia di <u>Antonio Stanziola<\/u> viene raccontata dal nipote, dalla guerra d\u2019Africa alla prigionia (vista come una fortuna) in Algeria, dove apprese arabo e francese, talmente apprezzato dal \u201cdatore di lavoro\u201d che questi gli promise in sposa la figlia&#8230;Ma Antonio rientr\u00f2 a Centola, il giorno della Madonna di Pompei (specifica il nipote, legando date ed eventi a sogni e numeri significativi). Segu\u00ec matrimonio \u2013 mantenendo tuttavia contatti con l\u2019antico datore di lavoro franco-algerino (e la figlia), tanto da far ingelosire la moglie centolese che chiese al parroco di tradurle le lettere che il marito riceveva (in francese), lettere rivelatesi innocue. E venne poi l\u2019emigrazione nel 1954, in Venezuela, per 3 anni, cominciando a lavorare (come cameriere) gi\u00e0 sulla nave&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Presidente d\u00e0 poi la parola agli eredi di soldati \/ emigrati <u>palinuresi<\/u>, ricordando che mentre i giovani dell\u2019interno erano arruolati perlopi\u00f9 in fanteria, ai palinuresi toccava la Marina militare.<\/p>\n<p>La vita avventurosa di <u>Mauro Scarpati<\/u> viene raccontata con partecipazione ed espressivit\u00e0 dal nipote, il pescatore Domenico Scarpati (premiato lo scorso anno per il suo racconto \u201c<em>U Paravisu r vasciu<\/em>\u201d), testimone oculare di alcune degli avvenimenti ricordati.<\/p>\n<p>Durante la seconda guerra mondiale Mauro Scarpati, detto \u201cU Terrazzanu\u201d, era imbarcato sul Cacciatorpediniere Vivaldi, nave che, \u201ccontesa\u201d al largo di Cagliari da Inglesi e Teseschi, si autoaffond\u00f2. Scarpati salv\u00f2 il comandante in mare, trascorrendo poi 9 notti sulla scialuppa di salvataggio, fino ad avvistare delle nuvole (ed essere sospettato di allucinazioni), mentre erano in vista della..Spagna. Fatti prigionieri, segu\u00ec il ritorno in Italia a fine guerra e il matrimonio (a Marina di Camerota). Quindi l\u2019emigrazione in Venezuela e l\u2019attivit\u00e0 di commerciante. Dopo il cambio traumatico di Presidente fu arrestato e tenuto sotto \u201csequestro\u201d. Il nipote ricorda le fasi drammatiche della \u201cscomparsa\u201d dello zio Mauro, rintracciato in un ospedale venezuelano attraverso l\u2019aiuto della famiglia Visconti e di un cappellano militare. Lo zio fu espulso e infine rientr\u00f2 in Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il ricordo di <u>Mauro Graniti<\/u> viene affidato alla nipote Maura Chiara, presente con il padre Massimo (premiato per un suo racconto lo scorso anno). Ultimo di 11 figli, grande miseria condivisa. Per 10 anni militare, in Marina in quanto palinurese, era sul Sottomarino Durbo, affondato nel 1940. Prigioniero negli USA per 5 anni, poi ristoratore (la passione di famiglia) ancora negli USA. Al ritorno a casa, sua sorella non lo riconobbe&#8230;Segu\u00ec l\u2019emigrazione in Uruguay, 15 anni da cuoco. Nel 1961 il ritorno definitivo a Palinuro, con l\u2019apertura del Ristorante Enea. Mauro mor\u00ec nel 1981. I figli Massimo e Nicola gestiscono da tempo il Ristorante \u201cGuarracino\u201d, al Porto di Palinuro.<\/p>\n<p>In chiusura, Ezio Martuscelli cita un altro palinurese, <u>Giovanni Panetta<\/u>, naturalmente soldato, prigioniero, emigrato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In conclusione, una Serata in cui \u201cpezzi di vita\u201d sono stati portati all\u2019attenzione dei presenti (e ora dei lettori), con stile e approccio diversi, ma sempre con rispetto ed emozione. Un tentativo, riuscito, di guardare sul retro di quelle fotografie in bianco e nero, che rimandano perlopi\u00f9 sguardi fieramente malinconici.<\/p>\n<p>Cento esperienze simili di vite ciascuna irripetibile.<\/p>\n<p>Andrea LUISE<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>QUI DI SEGUITO SONO RIPRODOTTE ALCUNE FOTOGRAFIE, SCATTATE<\/strong><\/p>\n<p><strong>DA GINO BOSI, CHE DOCUMENTANO ALCUNE FASI DEL CONVEGNO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/f2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2404\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/f2-300x203.jpg\" alt=\"f2\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/f2-300x203.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/f2.jpg 487w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/f3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2405\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/f3-300x200.jpg\" alt=\"f3\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/f3-300x200.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/f3.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/f4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2406\" 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300px\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/f6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2408\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/f6-300x201.jpg\" alt=\"f6\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/f6-300x201.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/f6.jpg 371w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/f7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2409\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/f7-202x300.jpg\" alt=\"f7\" width=\"202\" height=\"300\" 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