{"id":2515,"date":"2017-08-05T08:02:01","date_gmt":"2017-08-05T08:02:01","guid":{"rendered":"http:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/?p=2515"},"modified":"2017-08-05T08:32:00","modified_gmt":"2017-08-05T08:32:00","slug":"riflessioni-sul-progetto-europa-il-rispetto-dei-valori-fondamentali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/in-evidenza\/riflessioni-sul-progetto-europa-il-rispetto-dei-valori-fondamentali\/","title":{"rendered":"Riflessioni sul progetto Europa: il rispetto dei valori fondamentali."},"content":{"rendered":"<p>28 luglio 2017. \u00c8 una bella serata, neanche troppo calda, grazie a una tregua dell\u2019anticiclone africano. Ma si sa che a Centola non fa mai troppo caldo. Il sole \u00e8 tramontato da poco nella luce rosata di un cielo sereno ed \u00e8 apparsa una bella luna crescente, accompagnata dall\u2019immancabile stellina.<\/p>\n<p>Sono le venti e trenta e nella bella sede del Museo delle Testimonianze e della Memoria si respira l\u2019aria delle grandi occasioni. Il pubblico affluisce numeroso, attirato dall\u2019importanza dell\u2019evento e dalla qualit\u00e0 degli oratori che l\u2019Associazione Progetto Centola, con il patrocinio del Comune, ha voluto riunire per celebrare il sessantesimo anniversario del Trattato di Roma. Infatti, il 26 marzo 1957, sei nazioni europee (Italia, Francia, Germania Ovest, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo) si riunirono a Roma per apporre la storica firma che decret\u00f2 la nascita della CEE, la Comunit\u00e0 Economica Europea. Da allora molto tempo \u00e8 passato e le nazioni da sei sono diventate addirittura ventotto, ed anche il nome dell\u2019istituzione \u00e8 cambiato: non si chiama pi\u00f9 CEE, ma UE, cio\u00e8 Unione Europea, a sottolineare che non \u00e8 solo l\u2019economia che le unisce, ma anche valori pi\u00f9 alti, come la cultura, il rispetto, la giustizia, la dignit\u00e0 umana.<\/p>\n<p>Modera il convegno il prof. Ezio Martuscelli, presidente di Progetto Centola. Non sono ancora le nove e la sala \u00e8 gi\u00e0 piena: si pu\u00f2 incominciare. Dopo i saluti di rito, Ezio Martuscelli passa la parola al sindaco di Centola, Carmelo Stanziola, che \u00e8 sempre presente a questi eventi culturali dell\u2019associazione. Per l\u2019amministrazione comunale sono presenti anche i consiglieri Franca del Duca e Maria Di Masi.<\/p>\n<p>Il sindaco non si dilunga molto, per lasciare spazio agli attesi interventi degli oratori, ma, interpretando forse i pensieri della platea, esprime una personale riflessione: i valori fondanti, che portarono alla nascita dell\u2019Europa unita sessant\u2019anni fa, sono tuttora validi e soprattutto sentiti dalle popolazioni europee? Ai relatori il compito di confermare o dissipare questi dubbi.<\/p>\n<p>Viene poi proiettato un video raccolto dall\u2019avv. Lello Riccio, di Progetto Centola. Si tratta di un filmato storico che, partendo dalla fine della II guerra mondiale, mostra gli sforzi delle nazioni europee, che, per evitare devastanti conflitti futuri, decisero di unirsi in comunit\u00e0. La prima fu la CECA (Comunit\u00e0 Europea del Carbone e dell\u2019Acciaio), poi la CEE (Comunit\u00e0 Economica Europea), infine la UE (Unione Europea).<\/p>\n<h2>Tutela dei diritti fondamentali in Europa<\/h2>\n<p>Dopo il video, come da programma, il primo a parlare \u00e8 Ernesto Lupo, Presidente Emerito della Corte Suprema di Cassazione. Il presidente Lupo, la cui famiglia \u00e8 originaria di Centola, \u00e8 ben conosciuto dal pubblico, che ricorda ancora un suo splendido intervento ad un convegno svoltosi meno di un anno fa nella stessa cornice di stasera. L\u20198 agosto 2016, infatti, Progetto Centola organizzo un convegno intitolato \u201cIl primo voto alle donne: significato e conseguenze\u201d.<\/p>\n<p>Nel suo intervento di stasera il presidente Lupo enuncia un concetto molto interessante, anche perch\u00e9 normalmente trascurato dai media e quindi poco noto al pubblico. Oggi l\u2019Unione Europea non \u00e8 solo economica, come quando nacque, ma \u00e8 anche la patria del Diritto e dei Diritti. L\u2019attualit\u00e0 odierna ci parla di un presidente francese, Emmanuel Macron, che, forse per risollevare i suoi consensi in prematuro calo, assume atteggiamenti populistici ed antieuropei nella vicenda Fincantieri \u2013 Saint Nazaire, disattendendo l\u2019accordo concluso con l\u2019Italia dal suo predecessore Hollande. Le basi dell\u2019Europa sono per\u00f2 molto solide e non potranno essere scalfite da questi episodi contingenti.<\/p>\n<p>Ma che cosa significa che l\u2019Europa \u00e8 la patria del Diritto e dei Diritti?<\/p>\n<p>Il primo punto, quello del Diritto, indica che nell\u2019Unione Europea \u00e8 oggi in vigore una normativa che prevede l\u2019ordine europeo dell\u2019azione penale. Ci\u00f2 significa semplicemente che un giudice di qualsiasi paese dell\u2019Unione pu\u00f2 emettere un provvedimento che sar\u00e0 immediatamente valido anche in tutti gli altri paesi, senza bisogno di rogatorie, ordini di estradizione o di altri artifici tecnici. In altre parole, l\u2019Europa non \u00e8 solo legata da un\u2019economia comunitaria, ma \u00e8 anche un\u2019unione giuridica.<\/p>\n<p>IL secondo punto, quello che afferma che l\u2019Europa \u00e8 la patria dei Diritti, \u00e8 legato alla costituzione della Corte Europea dei Diritti dell\u2019Uomo, con sede a Strasburgo. Nel 2000, proprio all\u2019inizio del terzo millennio, il Trattato di Nizza, firmato da tutti i paesi dell\u2019Unione, proclama la carta dei diritti fondamentali. A questa tutti i paesi europei devono conformarsi, poich\u00e9 le norme europee che ne scaturiscono hanno la prevalenza sulle norme e sulle legislazioni nazionali eventualmente in disaccordo. La Corte Europea di Lussemburgo, che \u00e8 un organo eminentemente giuridico, ha il compito di far rispettare queste regole. Come sempre accade, dai diritti nascono i doveri. In questo caso i doveri riguardano le nazioni europee che si impegnano a rispettare i diritti dell\u2019uomo, intesi come diritto all\u2019eguaglianza, alla protezione delle minoranze, alla parit\u00e0 tra uomo e donna, alla tolleranza religiosa, conformandosi alla legislazione europea.<\/p>\n<p>L\u2019intervento del presidente Lupo rivela una profonda conoscenza degli argomenti trattati ed \u00e8 particolarmente seguito dal pubblico, affascinato dall\u2019eloquenza e dall\u2019abilit\u00e0 oratoria del relatore.<\/p>\n<h2>Diritti e doveri degli immigrati: l\u2019integrazione possibile<\/h2>\n<p>Subito dopo la parola passa a Mario Savino, professore associato di Diritto Amministrativo presso l\u2019Universit\u00e0 della Tuscia, L\u2019argomento trattato \u00e8 di scottante attualit\u00e0. Il professore parla infatti di immigrazione; \u201cDiritti e doveri degli immigrati: l\u2019integrazione possibile\u201d \u00e8 il titolo del suo intervento. Il prof. Savino affronta il problema in maniera originale o almeno in modo differente da come la maggior parte del pubblico si sarebbe aspettato, cio\u00e8 dal punto di vista degli immigrati. E parte proprio dall\u2019ultima immagine mostrata dal presidente Lupo, quella dei diritti dell\u2019uomo, mostrando come questi siano regolarmente calpestati proprio nei riguardi degli immigrati. Il primo che viene a cadere \u00e8 quello della libert\u00e0 personale. Gli immigrati, infatti, quando sbarcano nel nostro paese, non trovano l\u2019agognata terra promessa, ma di fatto sono costretti in strutture di detenzione amministrativa, in attesa di identificazione e di verifica dei requisiti per l\u2019accoglienza. La detenzione amministrativa viola in effetti un elementare principio giuridico, sancito anche dalla nostra Costituzione, che prevede solo la detenzione penale.<\/p>\n<p>Altro diritto calpestato \u00e8 quello della dignit\u00e0 personale. Nel periodo 2008-2013 abbiamo avuto un afflusso di circa 40.000 immigrati all\u2019anno, lievitato a 500.000 all\u2019anno nel periodo 2014-2016. Per frenare questa incontenibile marea umana, molti migranti sono stati bloccati in paesi extraeuropei. A questo proposito \u00e8 eclatante l\u2019esempio dei siriani, per la maggior parte bloccati in Turchia, dove il concetto di diritto alla dignit\u00e0 umana \u00e8 sistematicamente ignorato. E come se non bastasse, proprio in questi giorni stiamo trattando con la Libia, per bloccare i migranti in quelle terre, dove la tutela dei diritti umani \u00e8 per lo meno dubbia.<\/p>\n<p>Infine il diritto alla libera circolazione \u00e8 sicuramente negato, in un\u2019Europa spaventata da questa invasione epocale, dove alcuni paesi stanno cercando di ripristinare le antiche frontiere per proteggersi.<\/p>\n<p>Il prof. Savino affronta poi un altro argomento di attualit\u00e0. L\u2019Italia \u00e8 un paese che invecchia, perch\u00e9 nascono pochi bambini. I motivi di ci\u00f2 sono la crisi economica ed anche la situazione oggettiva della donna italiana, che se lavora (e spesso \u00e8 proprio la crisi economica che la costringe a lavorare) deve scegliere fra la maternit\u00e0 e la carriera. Questa situazione crea enormi problemi all\u2019INPS, come affermato dallo stesso presidente Boeri, che a fronte di un numero maggiore di anziani (la vita media si \u00e8 allungata) non riceve abbastanza contributi dai lavoratori giovani, che tendono a diminuire. Immettere nel mondo del lavoro un certo numero di immigrati potrebbe aiutare a risolvere questo problema.<\/p>\n<h2>I diritti delle donne<\/h2>\n<p>La parola passa infine all\u2019ultima relatrice, la prof. Anna Maria Riviello che affronta un altro argomento scottante, quello dei Diritti delle Donne. La professoressa si ricollega subito alle parole del prof. Savino, quando ha citato le donne che lavorano. Esse, pur tra le belle intenzioni e dichiarazioni dell\u2019Unione Europea, sono di fatto discriminate nel mondo del lavoro. Un imprenditore privato, che deve fare i conti con un mercato aggressivo in cui i concorrenti esteri sono spesso favoriti da una legislazione e soprattutto da una fiscalit\u00e0 monto pi\u00f9 tenera di quella italiana particolarmente dissanguante, si guardano bene dall\u2019assumere o almeno dal trattare paritariamente una donna giovane, che in caso di maternit\u00e0 potr\u00e0 allontanarsi dal lavoro anche per due anni pur mantenendo la propria retribuzione. Questo dipende anche dal fatto che l\u2019Europa non \u00e8 ancora una, soprattutto nel campo delle politiche fiscali.<\/p>\n<p>La professoressa affronta poi un altro argomento di attualit\u00e0, quello del femminicidio<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Esso deriva in qualche modo dalla nuova condizione della donna, che si \u00e8 riappropriata di molti suoi diritti ed ha quasi acquisito la parit\u00e0 con l\u2019uomo. Quest\u2019ultimo spesso non sa rassegnarsi alla perdita della sua donna, quando scopre che questa non \u00e8 un oggetto di sua propriet\u00e0, ma un essere raziocinante con gli stessi suoi diritti e doveri. E spesso capita che proprio gli uomini pi\u00f9 deboli e insicuri si macchino di un delitto irreparabile.<\/p>\n<p>La prof. Riviello termina il suo intervento tra gli applausi molto calorosi soprattutto delle numerose donne presenti.<\/p>\n<p>Gli argomenti trattati da tutti i relatori sono di grande attualit\u00e0 e particolarmente sentiti dal pubblico, che \u00e8 ansioso di partecipare al dibattito. Gli interventi sono numerosi e appassionati. Impossibile citarli tutti. Il pi\u00f9 sentito, com\u2019\u00e8 ovvio, \u00e8 il problema dell\u2019immigrazione. C\u2019\u00e8 chi contesta completamente l\u2019accoglienza, che toglie lavoro, sicurezza e stabilit\u00e0 agli italiani: discorso populista, ma ampiamente condiviso, a giudicare dagli applausi particolarmente calorosi.<\/p>\n<p>Qualcun altro obietta che, al di l\u00e0 delle magnifiche intenzioni sancite dal Trattato di Nizza, l\u2019Europa \u00e8 vista innanzitutto come una comunit\u00e0 economica, molto spesso oppressiva, ove si pensi che con l\u2019avvento della moneta unica il potere di acquisto degli italiani si \u00e8 praticamente dimezzato.<\/p>\n<p>Si \u00e8 poi fatto notare lo stridente contrasto fra la carta dei diritti dell\u2019uomo ed il fatto di aver trattato lungamente con la Turchia per farla entrare nell\u2019UE, sapendo come in Turchia siano sistematicamente calpestati quasi tutti i diritti umani.<\/p>\n<p>\u00c8 stato anche contestato l\u2019argomento del prof. Savino, riguardante la possibilit\u00e0 di alleggerire i conti dell\u2019INPS con l\u2019immissione di giovani immigrati nel mondo del lavoro. Nell\u2019attuale dibattito politico, infatti, ci sono economisti che contestano la tesi del presidente dell\u2019INPS Boeri, ritenendo che tra contributi e prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale il bilancio sarebbe sfavorevole.<\/p>\n<p>Infine l\u2019intervento della prof. Riviello scatena letteralmente il pubblico femminile, che dimostra ancora una volta la propria vivacit\u00e0 e determinazione, a stento frenata dallo stesso moderatore.<\/p>\n<p>Ma l\u2019ora \u00e8 ormai tarda (ci avviciniamo alla mezzanotte) e, nonostante il pubblico appaia particolarmente agguerrito e per nulla stanco, il moderatore prof. Martuscelli \u00e8 costretto a chiudere il dibattito dando la parola al presidente Lupo per le considerazioni finali. Questi ammette che le perplessit\u00e0 sull\u2019Europa, espresse anche dal sindaco all\u2019inizio della serata, hanno purtroppo un fondamento di verit\u00e0. Ma i problemi non si risolvono distruggendo l\u2019Europa, come qualcuno vorrebbe (si pensi all\u2019esempio negativo della cosiddetta Brexit). I problemi si risolvono aiutando l\u2019Europa a crescere, rinsaldando la sua cultura ed i suoi ideali, che ne hanno fatto il faro e la guida del modo intero. Oggi l\u2019Europa conta ventotto stati diversi; in molti di questi i principi ed i diritti umani non sono ancora stati recepiti appieno. Siamo in piena crisi di crescenza e sessant\u2019anni di vita non sono nulla per un\u2019istituzione che potr\u00e0 assumere la sua pienezza solo con il passare delle generazioni.<\/p>\n<p>Il presidente Lupo conclude enunciando con modestia una sua idea personale, quella dell\u2019Europa a due velocit\u00e0. Anche se tecnicamente complessa, questa soluzione potrebbe aiutare le nazioni pi\u00f9 deboli, quelle affiancatesi pi\u00f9 tardi al nucleo originario dei sei fondatori del Trattato di Roma, ad adeguarsi e a diventare pienamente e compiutamente \u201ceuropee\u201d.<\/p>\n<p><em>Paolino Vitolo<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> (NdA) Uso questo orrendo neologismo per motivi di brevit\u00e0, anche se il suo uso dimostra una certa ignoranza dell\u2019etimologia e del greco. \u201cOmicidio\u201d, infatti, la parola cui \u201cfemminicidio\u201d si contrappone, non significa uccidere un uomo, ma piuttosto uccidere un proprio simile, sia esso maschio o femmina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Immagini del convegno<\/strong><\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG-20170729-WA0004.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2518 alignnone\" 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