{"id":3099,"date":"2019-11-22T10:33:39","date_gmt":"2019-11-22T10:33:39","guid":{"rendered":"http:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/?p=3099"},"modified":"2019-11-22T10:33:39","modified_gmt":"2019-11-22T10:33:39","slug":"la-cuginanzadi-centola-incrocia-lemigrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/emigrazione\/la-cuginanzadi-centola-incrocia-lemigrazione\/","title":{"rendered":"La \u201cCuginanza\u201ddi Centola incrocia l\u2019Emigrazione"},"content":{"rendered":"<h2>Salvatore Ciccariello e la sua famiglia Emigrano a Montevideo, Uruguay<\/h2>\n<p>Dopo la seconda guerra mondiale, a causa della mancanza di lavoro e della grave crisi economica e finanziaria che colp\u00ec l\u2019Italia, in particolare il sud e le contrade del Cilento, molti cittadini di Centola emigrarono verso le nazioni dell\u2019America del Sud oppure verso gli Stati uniti d\u2019America, per cercare di rifarsi una vita in paesi nuovi e in via di sviluppo. Altri preferirono emigrare verso nazioni europee, Svizzera, Belgio e Germania, ma anche in citt\u00e0 italiane quali Torino e Milano.<br \/>\nC\u2019\u00e8 da dire che il processo migratorio era gi\u00e0 iniziato verso la fine del secolo diciannovesimo.<br \/>\nFu una vera e propria diaspora; da Centola (SA) partirono intere famiglie, le campagne si spopolarono; fu l\u2019inizio della fine dell\u2019agricoltura e della pastorizia che avevano caratterizzato l\u2019economia del territorio per secoli. I grandi possidenti di terre non riuscivano a trovare coloni cui affidare la cura dei loro fondi. Pertanto in pochi decenni gli uliveti e i vigneti, una ricchezza e una specificit\u00e0 del territorio, furono, in buona parte, abbandonati a un ineludibile degrado.<br \/>\nQuesto fenomeno tocc\u00f2 anche la Famiglia Martuscelli che, gi\u00e0 prima della morte del capo di famiglia Antonio, avvenuta nel 1954, dovette assistere alla partenza di famiglie che per decenni erano coloni di fondi di sua propriet\u00e0, oppure avevano collaborato con altre mansioni, quale quella di fattore e di collaboratrici domestiche.<br \/>\nParticolarmente toccante fu la partenza di Salvatore Ciccariello e della sua famiglia i cui componenti, per anni avevano collaborato a vario titolo con i Martuscelli.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ciccariello-uguruay-01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3100\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ciccariello-uguruay-01.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ciccariello-uguruay-01.jpg 960w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ciccariello-uguruay-01-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ciccariello-uguruay-01-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><br \/>\nSalvatore Ciccariello, aveva ricoperto per molti anni il ruolo di fattore, sia prima della seconda guerra mondiale, sia nei primi anni del dopoguerra, era l\u2019uomo di fiducia dell\u2019ingegnere Martuscelli. Tra di loro c\u2019era un particolare rapporto che andava al di la del lavoro. Forse, entrambi combattenti, erano accomunati dal ricordo di sacrifici e sofferenze sopportate nel corso delle guerre cui avevano partecipato (Salvatore era stato partecipe della tremenda campagna di Russia, mentre Antonio Martuscelli era stato fatto prigioniero nella Grande Guerra e aveva preso parte anche alla seconda guerra mondiale).<br \/>\nSalvatore aveva sposato Donata Palumbo, una donna dai lineamenti finissimi e molto bella, dalla quale ebbe numerosi figli.<br \/>\nNei primi anni del 1950s, causa il persistere della drammatica crisi economica che imperversava, Salvatore Ciccariello fu, suo malgrado, costretto a emigrare in Uruguay con il figlio Antonio. Furono chiamati a Montevideo dal fratello, Giovanni.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ciccariello-uruguay-02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3101\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ciccariello-uruguay-02.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ciccariello-uruguay-02.jpg 960w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ciccariello-uruguay-02-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ciccariello-uruguay-02-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><br \/>\nNegli anni successivi anche la moglie con i figli lasci\u00f2 Centola per Montevideo.<br \/>\nEzio Martuscelli, all\u2019epoca aveva dieci &#8211; dodici anni, molto affezionato a Salvatore e al figlio, Antonio, cos\u00ec ricorda la loro partenza dal porto di Napoli.<br \/>\n&lt;La mattina presto mio padre si rec\u00f2 alla stazione ferroviaria per incontrare<br \/>\nSalvatore e il figlio che nel tardo pomeriggio avrebbero dovuto imbarcarsi su di un bastimento che li avrebbe portati in Uruguay. Intorno a mezzogiorno arrivarono nella nostra casa di Napoli, in via II Quercia n\u00b0 4, quinto piano. Non avevano valige, si supponeva che le avevano gi\u00e0 portate al porto dove probabilmente avevano espletate tutte le formalit\u00e0 di rito per la partenza.<br \/>\nFurono ricevuti da mia madre che li fece accomodare nella sala da pranzo dove con me erano presenti anche i miei tre fratelli maggiori, Lilia, Laura e Gino. L\u2019atmosfera era molto triste, la conversazione, in attesa dell\u2019ora del pranzo, stentava a decollare; si avvertiva in tutti una profonda angoscia. I presenti percepivano che l\u2019imminente partenza rappresentasse un atto definitivo e irreversibile: non avremmo mai pi\u00f9 riveduto n\u00e9 Salvatore n\u00e9 Antonio!<br \/>\nEra come se essi uscissero per sempre dalla nostra vita: la partenza era sentita, e si avvertiva nell\u2019aria, come un evento ineludibile e finale, assimilabile alla morte!<br \/>\nCi si mise a tavola, mia madre aveva preparato un pranzo speciale, ricco di portate e di prelibatezze: sembrava il pranzo che si allestiva in occasione di una particolare ricorrenza: e in effetti lo era! Si celebrava, di fatto, la perdita di persone a noi care che difficilmente avremo rincontrate.<br \/>\nDopo il caff\u00e8 mio padre, solo apparentemente sereno e distaccato, come doveva essere un vecchio soldato, chiese che fosse portata a tavola una bottiglia di vino moscato (il famoso vino da dessert di casa Martuscelli), fatto con le uve della sua vigna di Lacci, e vers\u00f2 il contenuto, prima nei bicchieri degli ospiti e poi dei familiari, incluso il mio, data la particolare occasione. Quindi invit\u00f2 tutti ad alzarsi in piedi e sollevando il proprio bicchiere pronunci\u00f2 un breve discorso di commiato; tutti erano profondamente commossi, molti visi erano rigati dallo sgorgare di grosse lacrime. Io ricordo che non potetti trattenere dei singhiozzi, piangevo. Era la prima volta che dicevo addio a delle persone a me vicine e care e che sentivo che le avrei perdute per sempre.<br \/>\nDopo pranzo nel presto pomeriggio ci furono i saluti finali, gli ospiti dovevano presentarsi per l\u2019imbarco, Mio padre li accompagn\u00f2 al porto e quando ritorn\u00f2 a casa, si ritir\u00f2 nel suo studio dal quale usc\u00ec solo a ora di cena. Fu una cena stranamente silenziosa, non ci furono commenti. Ricordo che apparentemente eravamo attenti a quello che la radio trasmetteva, \u00e8 probabile che i pensieri di tutti noi erano rivolti a un bastimento che solcava i mari portando via verso un destino ignoto tante povere persone che probabilmente non avrebbero mai pi\u00f9 ritrovato il loro paese e le loro persone care.<br \/>\nPurtroppo i miei presentimenti si avverarono: non ho mai pi\u00f9 incontrato Salvatore e Antonio.<br \/>\nSolo due o tre anni fa, attraverso un mio caro amico, purtroppo scomparso, Salvatore Lamassa, detto Rino, che spesso tornava a Centola da Montevideo, dove viveva la sua famiglia, parlando mi disse che incontrava spesso i componenti della famiglia di Salvatore Ciccariello e che Antonio in particolare chiedeva spesso della famiglia Martuscelli e in particolare di me.<br \/>\nDopo oltre sessant\u2019anni ebbi la possibilit\u00e0 di avere notizie di Salvatore e Antonio. Inoltre Rino di ritorno da un successivo viaggio mi consegn\u00f2 alcune fotografie, riportate nelle figure 1 e 2, risalenti all\u2019incirca al 1965, nelle quali erano ripresi i membri della famiglia Ciccariello nella loro residenza di Montevideo (Uruguay).<br \/>\nCos\u00ec, almeno in fotografia, ebbi l\u2019opportunit\u00e0 di rivedere Salvatore e Antonio, oltre a tutti gli altri membri della famiglia.<br \/>\nMa la storia non finisce qui, infatti, due o tre estati fa fu ospite, a Centola, di Laura Stanziola (vedova di Totonno Natale, e madre di un mio caro amico, Carmelino Natale), Ida Ciccariello, figlia di Salvatore, che trascorse un periodo di vacanza nel suo paese natale. Ida era la vedova di Rometto Natale, fratello di Totonno (cognato di Laura). Ida dopo avere sposato Rometto, si era trasferita a Caracas in Venezuela, dove il marito viveva.<br \/>\nTramite Carmelino incontrai Ida dalla quale ebbi informazioni circa la sua famiglia. Naturalmente sia Salvatore sia la moglie Donata erano morti.<br \/>\nCos\u00ec una storia iniziata oltre sessanta anni orsono ha trovato la sua conclusione.<br \/>\nPurtroppo sia Carmelino, non ancora cinquantenne, sia la madre sono recentemente scomparsi a distanza di pochi mesi l\u2019uno dall\u2019altro&gt;.<br \/>\nUn simpatico aneddoto che rende conto del personaggio che era Salvatore, \u00e8 stato riferito da Laura Martuscelli. Lei ricorda che Salvatore nel salutarla, il giorno che sost\u00f2 a casa nostra, prima di emigrare, le fece i complimenti perch\u00e9 era divenuta una bella \u201csignorinella\u201d. Inoltre le confess\u00f2 che quando lei era piccolina, nel tornare con la famiglia da una visita al fondo di Lacci, che era distante dal paese, e collegato attraverso un sentiero di campagna, scosceso e in salita, la bambina, stanca e, a detta di Salvatore anche capricciosa, si era messa a piangere pretendendo di essere presa in braccio dalla madre oppure dal padre. La madre allora chiese all\u2019aitante Salvatore di accollarsi lui il fardello di portare la piccola in lacrime. Salvatore, non fu capace di rifiutarsi e quindi prese Laura tra le sue muscolose braccia che immediatamente si quiet\u00f2. Comunque egli era un po\u2019 seccato, certamente non per il peso della bambina, ma perch\u00e9 era costume che gli uomini non dovessero portare in braccio i bambini, compito questo delegato alle donne. Pertanto, raccont\u00f2 che nel portarla ogni tanto le mollava un leggero pizzicotto sul sederino provocando le proteste della bambina la quale cominci\u00f2 a strillare come un\u2019aquila. Data l\u2019et\u00e0, lei non poteva spiegare il perch\u00e9 del pianto.<br \/>\nA questo punto la madre credendo che Laura piangesse perch\u00e9 volesse stare con lei, intenerita, la rilev\u00f2 dalle braccia di Salvatore, mai sospettando il tranello ordito dallo stesso.<br \/>\nLaura e mia madre, anche lei presente al racconto, sorrisero appena, ma presto l\u2019amarezza del prossimo distacco prevalse su quella che in altre circostanze sarebbe stata un piacevole ricordo di tempi trascorsi e su cui potere fare commenti in allegria.<\/p>\n<p><strong><em>Ezio Martuscelli<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Testo estratto dal libro,<\/em><br \/>\n<em>&lt;<a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/in-evidenza\/la-cuginanza-di-centola-1940-1955-recensione-di-andrea-luise\/\">La Cuginanza di Centola<\/a> (1940-1955)&gt;, di Ezio, Laura e Federica Martuscelli.<\/em><br \/>\n<em>Edito dall\u2019Associazione Progetto Centola, Tipografia di Enzo Albano, Napoli (2017)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salvatore Ciccariello e la sua famiglia Emigrano a Montevideo, Uruguay Dopo la seconda guerra mondiale, a causa della mancanza di lavoro e della grave crisi economica e finanziaria che colp\u00ec l\u2019Italia, in particolare il&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":3102,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[5,6],"tags":[],"class_list":["post-3099","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-emigrazione","category-in-evidenza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3099","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3099"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3099\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3103,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3099\/revisions\/3103"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3102"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3099"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3099"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3099"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}