{"id":3143,"date":"2020-02-01T11:13:27","date_gmt":"2020-02-01T11:13:27","guid":{"rendered":"http:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/?p=3143"},"modified":"2020-02-01T11:27:04","modified_gmt":"2020-02-01T11:27:04","slug":"artigiani-e-antichi-mestieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/in-evidenza\/artigiani-e-antichi-mestieri\/","title":{"rendered":"Artigiani e Antichi Mestieri"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">L\u2019ASSOCIAZIONE STORICA CULTURALE, \u201cPROGETTO CENTOLA\u201d,HA DEDICATO IL CALENDARIO 2020 AL TEMA:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u201cARTIGIANI E ANTICHI MESTIERI\u201d<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/copertina-cal-2020.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3144\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/copertina-cal-2020.jpg\" alt=\"\" width=\"505\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/copertina-cal-2020.jpg 505w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/copertina-cal-2020-284x300.jpg 284w\" sizes=\"auto, (max-width: 505px) 100vw, 505px\" \/><\/a><\/p>\n<p>CON LA PUBBLICAZIONE DI QUESTO CALENDARIO, SI E\u2019 INTENSO PORRE L\u2019ACCENTO SU COME IL SAPERE, ALLA BASE DELLE ATTIVIT\u00c0 ARTIGIANALI, SIA UN <u>\u201c<em>BENE CULTURALE IMMATERIALE<\/em>\u201d<\/u><\/p>\n<p>DA CONSERVARE NELLA MEMORIA E PORTARE A CONOSCENZA DEI GIOVANI, AFFINCH\u00c9 LO TRASMETTANO A QUELLI CHE SEGUIRANNO.<\/p>\n<p>IMMAGINI CHE RIPRODUCONO SIA LA COPERTINA SIA LA PAGINA DEL MESE DI FEBBRAIO SONO SOTTO POSTATE INSIEME CON LA RIPRODUZIONE DELLE SINGOLE FOTO PER UNA MIGLIORATA VISIONE DELLE STESSE.<\/p>\n<p>QUI DI SEGUITO \u00c8 RIPORTATO IL TESTO DELL\u2019INTERVENTO CHE MARIA DI MASI TENNE IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE DEL CALENDARIO A CENTOLA IL 30 OTTOBRE 2019<\/p>\n<p>Ezio Martuscelli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>\u201cIl nobile mestiere del sarto e il suo valore sociale\u201d<\/h2>\n<p>di&nbsp;<strong>Maria Di Masi<\/strong><\/p>\n<p>Mi \u00e8 stato dato questa sera il compito di parlare del lavoro del sarto, proprio perch\u00e9 questo mestiere \u00e8 stato a lungo e da tanti membri della mia famiglia praticato, Ma prima di iniziare brevemente il racconto dei miei ricordi, vogli narrarvi un piccolo episodio capitatomi qualche anno fa mentre stavamo preparando uno dei tanti carnevali che abbiamo organizzato a Centola.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/febbraio-2-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3145\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/febbraio-2-1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/febbraio-2-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/febbraio-2-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/febbraio-2-1.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Quell\u2019anno avevamo deciso di trattare come argomento e quindi cucire dei vestiti sulle fiabe. Mi trovavo con l\u2019indimenticabile zia Peppa nei locali del centro sociale per cucire i vestiti e dovevamo realizzare i costumi dei nanetti per i bambini, allora zia Peppa mi disse: \u201cMaria li sai tagliare?\u201d io le risposi: \u201cS\u00ec zia Peppa ora ci provo!\u201d. Presi la stoffa e le forbici e mi appestai a tagliare, con un fare sicuro, i gil\u00e8 e i pantaloni. Mentre stavo tagliando, a un tratto avvertii la sensazione di sentirmi osservata, alzai gli occhi e vidi chezia Peppa era l\u00ec, ferma ad osservarmi, con un sorriso sulle labbra e un\u2019aria incredula, ma soddisfatta. La guardai e lei con orgoglio mi disse: \u201cFigli ri \u2018atti, acchiappanusurici\u201d (i figli dei gatti prendono i topi). Quelle parole non le ho mai dimenticate e ogni volta che cucio le mie bambole o mi diverto a realizzare modelli per costumi\u2026 ricordo quelle parole che mi fanno riflettere: nel mi DNA, nella mia storia, ella storia della mia famiglia ci sono stati i miei antenati che hanno avuto il dono della creativit\u00e0, della destrezza e dell\u2019abilit\u00e0 nel creare abiti.<\/p>\n<p>Il mestiere del sarto \u00e8 senza dubbio tra i pi\u00f9 affascinanti e creativi. Vestire uomini e donne con eleganza, con garbo, con classe, non \u00e8 cosa da poco. Devono fondersi estro e abilit\u00e0, creativit\u00e0 e gusto del bello, senza mai scendere nel pacchiano o nel volgare. Il sarto \u00e8 colui che confeziona vestiti su misura creando modelli, secondo s\u00ec le indicazioni del cliente, ma mettendoci molto del suo nel tagliare e cucire il vestito. Cercando di tenere a freno l\u2019emozione mi lascer\u00f2 andare ai ricordi della mia infanzia, ai racconti della mia nonna paterna e alle testimonianze di oggi di mia zia e di mia madre.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/febbraio-2-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3146\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/febbraio-2-2.jpg\" alt=\"\" width=\"523\" height=\"555\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/febbraio-2-2.jpg 523w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/febbraio-2-2-283x300.jpg 283w\" sizes=\"auto, (max-width: 523px) 100vw, 523px\" \/><\/a>Ricordi dominati dagli arnesi in una bottega del sarto\u2026 s\u00ec perch\u00e9 la mia famiglia \u00e8 una famiglia di sarti. L\u2019era il capostipite Francesco De Masi (detto Ciccio), padre di mia nonna, uomo brillante, sapeva fare pi\u00f9 mestieri, abile sarto e aiutante del medico del paese dell\u2019epoca. Uomo colto, molo radicato nel tessuto sociale fino a rivestire cariche politiche, coraggioso, lo dimostrava anche la sua mole imponente e i lunghi baffi. Sarti i figli: zia Clara, zio Francesco e anche zio Peppino anche se quest\u2019ultimo arruolato in polizia ha raggiuto la carica di ispettore a Roma. Sia zia Clara che zio Francesco erano stati discepoli di Ranavolo (detto \u2018u sciccu). Zia Clara, credo sia una delle sarte pi\u00f9 ricordate, una donna molto bella dall\u2019aspetto esile, fiero ed elegante. Emanava forte personalit\u00e0, quasi ammaliatrice. Era un punto di riferimento per le donne centolesi. Aveva una personalit\u00e0 ecclettica sapeva destreggiarsi tra la cucina, il cucito, il ricamo e l\u2019arte dello scrivere, a richiesta scriveva lettere d\u2019amore agli innamorati lontani. Anche lei faceva la sarta in casa, in via Pergola, tante le sue allieve. Divenne talmente brava da confezionare persino abiti da sposa che hanno fatto storia per l\u2019eleganza e la raffinatezza. Quando emigr\u00f2 in America del nord port\u00f2 con s\u00e9 la sua are e i suoi arnesi di lavoro e anche l\u00ec si distinse per la sua eleganza e il su buon gusto nelle opere di ricamo e di cucito.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/FEBBRAIO-4-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3147 size-medium\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/FEBBRAIO-4-3-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/FEBBRAIO-4-3-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/FEBBRAIO-4-3-768x576.jpg 768w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/FEBBRAIO-4-3.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Qui a Centola \u00e8 rimasto vivo il ricordo di Clara per la sua bellezza e bravura. Il fratello, zio Francesco, ha fatto il sarto a Centola e anche in Ameria prima del Nord e poi del Sud. Nonna Maria invece, non era una sarta certosina, ma liberava la sua creativit\u00e0 nel confezionare pantofole di stoffa, soprattutto con la stoffa che arrivava a casa attraverso i famosi pacchi americani, inviati dalle sorelle per aiutare la famiglia d\u2019origine.<\/p>\n<p>Poi la terza generazione Di Masi, vede come protagonisti mio padre Francesco e mia zia Adelina. Inevitabilmente anche loro sarti per quel legame affettivo e di sangue che tramandava inclinazioni e saperi da una generazione all\u2019altra. Zio Mauro invece volle fare l muratore, ma i miei cugini Maria, Pompeo e Aniello, hanno ereditato a pieno la creativit\u00e0 di famiglia, essendo abili con le mani a realizzare prestigiosi manufatti. Ora il discorso si fa toccante perch\u00e9 sia con mio padre sia con mia zia ho ricordi di vita vissuta. Ancora oggi se mi soffermo\u2026sento le risate gioiose delle allieve di zia Lina, intorno ad un tavolo, intende a lanciare punti, con poca destrezza ma con tanta voglia di imparare. Chiudo gli occhi e riedo il tavolo nella sala da pranzo ricoperto da una coperta marrone, uno specchio sopra un mobile dentro il quale si specchiavano le clienti, ma i anche i visi delle allieve che ogni tanto si aggiustavano capelli o spiavano i loro movimenti. Rivedo aghi, spagnolette di filo di ogni colore, squadre, gessi, forbici di diverse misure e un ferro caldo con carboni ardenti. Le allieve arrivavano a casa la mattina, andavano via per il pranzo e ritornavano il pomeriggio.<\/p>\n<p>I ricordi si mescolano tra il lavoro di zia Lina a casa e la sartoria di mio padre. Mio padre era stato apprendista da Nunziatino De Rosa. Bast\u00f2 poco tempo e lui dopo poco, non ancora maggiorenne gi\u00e0 lavorava per coto suo. La sartoria di mio padre era di fronte casa e io scappavo spesso di nascosto per poter stare l\u00ec.&nbsp; I miei genitori avendo paura che mi facessi male, cercavano di impedire le mie fughe facendomi credere che se avessi attraversato la strada sarebbero venuti i carabinier a prendermi, ma invano risultavano le loro ansie e preoccupazioni. Ero troppo affascinata dalla bottega di pap\u00e0 cosi rumorosa, cos\u00ec colorata con stoffe appese ad uno stendino di ferro. Stoffe che pap\u00e0 ordinava su campionario a Torino e delle pi\u00f9 prestigiose firme italiane come Marzotto, Zegna\u2026<\/p>\n<p>Aveva un grosso bancone di legno, con un vuoto all\u2019interno che diventava molto spesso un letto per riposarsi durante l\u2019approssimarsi delle giornate particolarmente stressanti come le festivit\u00e0, i matrimoni e anche ahim\u00e8 quando moriva qualcuno. Mi vorrei soffermare proprio sui vestiti fatti per i defunti, venivano confezionati in un giorno, ma naturalmente co delle differenze, senza le aperture delle tasche, quindi tasche e taschini finti, con cuciture approssimate ma sempre decorosi e rispettosi del momento. Mio padre cuciva per uomo e per donna e qualunque indumento: cappotti, vestiti da uomo eleganti e sportivi, giacche, abiti da donna. L\u2019abito da sposa di mia madre \u00e8 stato cucito da mio padre, per me bellissimo, come anche l\u2019abito da viaggio e naturalmente il suo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/FEBRAIO-61.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-3148\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/FEBRAIO-61-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/FEBRAIO-61-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/FEBRAIO-61-768x576.jpg 768w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/FEBRAIO-61.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ma\u2026ritorno alla sartoria, luogo di lavoro, ma anche di relazioni sociali e umane. Nella sartoria di mio padre oltre ai clienti di ceto medio \u2013 basso, facevano visita gli amici. Chi chiedeva n parere, chi un consigli, chi confidava a mio padre i propri bisogni o problemi e pap\u00e0 dispensava consigli e suggerimenti e nelle sue possibilit\u00e0 anche aiuti. Diventava un luogo di animata discussione quando a far visita erano compagni politici oppure quando si discuteva di un problema del paese. Ricordo che pap\u00e0 alterava momenti di accese discussioni a momenti di calma quando era un momento delicato del lavoro. Le giornate erano lunghe in sartoria\u2026si tirava fino a tardi quando si doveva terminare un lavoro. Nelle sartorie un ruolo importante avevano gli apprendisti. Quei ragazzi che le famiglie pur di non vederli vagabondare per i vicoli del paese, li affidavano ai \u201cmasti\u201d per avviarli all\u2019arte di un mestiere. Parecchi sono stati gli apprendisti di mio padre, con affetto fra, tutti ricordo Agostino Leonardis che \u00e8 stato vicino a mio padre sempre, quasi come un figlio, legati da un bene e da una stima sconfinata.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/FEBRAIO-72.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3149 size-medium\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/FEBRAIO-72-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/FEBRAIO-72-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/FEBRAIO-72-768x576.jpg 768w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/FEBRAIO-72.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Gli apprendisti imparavano senza spiegazioni, ma rubavano l\u2019arte con gli occhi, apprendendo tutti i segreti e le vecchie tradizioni del maestro che aveva moltissima sapienza da tramandare. Iniziavano dai lavori pi\u00f9 semplici: infilare gli aghi, rifare gli orli, i punti lenti per mezzo dei quali prendevano confidenza con gli strumenti del mestiere, poi arrivavano al cucito e\u2026ultima tappa il taglio. Ebbene il taglio era una vera arte, mio padre, come gli altri maestri sarti, lo faceva senza modello, ma con l\u2019uso di squadre, righe, centimetro, gesso e forbici enormi. Io da bambina ho ricordo di quelle forbici grandi e pesanti e di quella macchina da cucire che faceva rumore ogni volta che i piedi svelti facevano muovere i pedali. Ogni singolo pezzo del vestito veniva tagliato, imbastito, man mano che si cuciva veniva stirato. I pezzi venivano modellati, appiattite e cuciture e poi assemblati e fatta la prima prova. Si correggevano gli errori, le imperfezioni con spilli e imbastiture. Ricordo che mio padre mi diceva che con un vestito cucito, tutti diventavano perfetti perch\u00e9 il vestito era confezionato su misura, personalizzato, camuffando il pi\u00f9 possibile i difetti fisici, anzi venivano gi\u00e0 calcolati nel taglio. Ora devo farmi violenza e fermarmi qui perch\u00e9 i ricordi sono tanti, potrei a lungo raccontarvi aneddoti e vicissitudini perch\u00e9 le botteghe di un tempo possono raccontare la storia di un paese.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/FEBRAIO-62.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-3150\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/FEBRAIO-62-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/FEBRAIO-62-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/FEBRAIO-62-768x576.jpg 768w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/FEBRAIO-62.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Le storie di singoli abitanti che con le loro fatiche, i loro dolori e le loro gioie, hanno fatto grande l\u2019Italia di quel periodo. Erano anni in cui la povert\u00e0 non era un deterrente alla voglia di riuscire e migliorare. Dove i valori importanti erano l\u2019umanit\u00e0 e la tolleranza. Non era vergogna manifestare la propria posizione economica e sociale. Si pagava un vestito anche offrendo ci\u00f2 che si aveva, quasi sempre prodotti della campagna. Questo rapporto umano legava gli apprendisti e le famiglie degli apprendisti tra di loro e in modo particolare al masto, diventando un nucleo familiare allargato. E se una di queste famiglie aveva un problema le altre erano pronte a sostenerla. Anche nei momenti gioiosi era cos\u00ec, si condividevano le feste, i matrimoni, le ricorrenze. E poi importante era un valore che purtroppo sta diventando raro: il rispetto. Nelle botteghe si rispettavano i ruoli, che non era sottomissione ma accettazione e stima del sapere del maestro e fiducia nel suo insegnamento di mestiere di vita. Il capomasto era capo non solo a livello lavorativo, ma era un punto di riferimento sociale, ruolo prestigioso ma anche faticoso perch\u00e9 doveva sempre essere un perno, un sostegno e un esempio positivo. Mio padre lo \u00e8 stato per i suoi discepoli, lo \u00e8 stato nella famiglia e ancora oggi chi ha avuto la fortuna di conoscerlo lo ricorda come una persona leale, schietta e positiva. Grazie a tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ASSOCIAZIONE STORICA CULTURALE, \u201cPROGETTO CENTOLA\u201d,HA DEDICATO IL CALENDARIO 2020 AL TEMA: \u201cARTIGIANI E ANTICHI MESTIERI\u201d CON LA PUBBLICAZIONE DI QUESTO CALENDARIO, SI E\u2019 INTENSO PORRE L\u2019ACCENTO SU COME IL SAPERE, ALLA BASE DELLE ATTIVIT\u00c0&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":3148,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[10,6,13],"tags":[],"class_list":["post-3143","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-antiche-botteghe-e-mestieri","category-in-evidenza","category-tradizioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3143","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3143"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3143\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3153,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3143\/revisions\/3153"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3148"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3143"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3143"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3143"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}