{"id":4179,"date":"2022-09-21T09:14:35","date_gmt":"2022-09-21T09:14:35","guid":{"rendered":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/?p=4179"},"modified":"2022-09-21T09:14:36","modified_gmt":"2022-09-21T09:14:36","slug":"lo-scrittore-andrea-giovene-racconta-il-pellegrinaggio-dei-fedeli-di-palinuro-al-sacro-monte-di-novi-velia-anni-30-40","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/in-evidenza\/lo-scrittore-andrea-giovene-racconta-il-pellegrinaggio-dei-fedeli-di-palinuro-al-sacro-monte-di-novi-velia-anni-30-40\/","title":{"rendered":"Lo scrittore Andrea Giovene racconta il pellegrinaggio dei fedeli di Palinuro al \u201cSacro Monte di Novi Velia\u201d (Anni \u201830 \u2013 \u201840)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo scrittore napoletano Andrea Giovene dei duchi di Girasole (Napoli, 1904; Sant&#8217;Agata dei Goti, 1995), membro di una famiglia di antica nobilt\u00e0, scrisse un\u2019opera narrativa, in cinque volumi, intitolata \u201c<em>L\u2019Autobiografia di Giuliano di Sansevero<\/em>\u201d (figura 1). Di fatto \u00e8 un racconto dei principali eventi che hanno caratterizzato la sua intricata vita trascorsa in luoghi diversi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/andrea-giovene-autobiografia-giuliano-san-severo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/andrea-giovene-autobiografia-giuliano-san-severo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4180\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/andrea-giovene-autobiografia-giuliano-san-severo.jpg 960w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/andrea-giovene-autobiografia-giuliano-san-severo-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/andrea-giovene-autobiografia-giuliano-san-severo-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il terzo dei cinque libri (figura 1), l\u2019autore l\u2019ha dedicato a descrivere quella che erano, intorno agli anni \u201c30 \u2013 \u201c50 del secolo scorso, i costumi e le tradizioni della gente di Palinuro (nel libro chiamato \u201cLicudi\u201d), all\u2019epoca un piccolo, isolato e povero borgo di contadini e pescatori del basso Cilento, in Provincia di Salerno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo scrittore, affascinato dalla bellezza inviolata del paesaggio, e dalla genuinit\u00e0 della gente che vi viveva, acquist\u00f2 un terreno e vi costru\u00ec una casa, immersa tra gli ulivi, a valle di quella che era la strada che portava a Centola; l\u2019unica via, all\u2019epoca, che collegava Palinuro con il mondo circostante (figura 2).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel suo libro, pubblicato dalla Rizzoli, Andrea Giovene dedica un ampio spazio a raccontare l\u2019esperienza da lui vissuta nel partecipare, integrato nella \u201cCompagnia\u201d, al pellegrinaggio che il popolo di Palinuro era solito fare, nel mese di settembre, alla Madonna del Sacro Monte, il cui santuario si trova sulla sommit\u00e0 del Monte Gelbison (figure 3 e 4).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di riportare questo brano ci sembra interessante premettere alcuni aspetti storici e antropologici su cui si basa quest\u2019antichissimo culto, che secondo alcuni storici risale al XIV secolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>a)Antefatti storici\/culturali circa il pellegrinaggio alla Madonna del Sacro Monte di Novi Velia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studiosi di storia sacra del Cilento sostengono che la costruzione del santuario fosse opera dei monaci Basiliani di rito bizantino che all&#8217;epoca dei Longobardi s\u2019insediarono nel Cilento [1, 2]. Il nome del monte sembra che derivi dall\u2019arabo Gebel-el-son \u201c<em>Monte dell&#8217;Idolo<\/em>\u201d, questo porta a supporre che, probabilmente, la sua sacralit\u00e0 fosse gi\u00e0 riconosciuta al tempo in cui i saraceni avevano costituito un\u2019enclave con centro ad Agropoli (882 &#8211; 915). Un diploma di Ruggero II il Normanno attesta l\u2019esistenza del luogo di culto alla data del 1131. Il santuario dopo varie modifiche strutturali e ampliamenti, nel 1323 pass\u00f2 sotto la giurisdizione dei monaci dell&#8217;Ordine dei Celestini. In seguito nel sec. XVIII, affer\u00ec al vescovo di Capaccio; dal 1807 \u00e8 sotto la giurisdizione del vescovo di Vallo della Lucania [1, 2].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei paesi del Cilento \u00e8 prassi consolidata nei secoli che le \u201cCompagnie\u201d compiano il pellegrinaggio al Sacro Monte minimo una volta l\u2019anno [1].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcune peculiarit\u00e0 di questi pellegrinaggi sono cos\u00ec messe in risalto dallo storico del Cilento, Amedeo La Greca:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&lt;<em>La compagnia, in testa la c\u00e9nta e lo stenn\u00e0rdo ra Mar\u00f2nna (stendardo che si usa solo in quest\u2019occasione), si ricompone al Calvario, un grande cumulo di pietre trasportate per penitenza dai pellegrini che segna il limite estremo dello<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>spazio sacro<\/em><em>; attorno ad esso i pellegrini girano tre volte, prima di iniziare l&#8217;ultimo tratto, scandito dalle edicole della Via Crucis [\u2026]. Giunti alla cappella, fanno tre volte il giro attorno all&#8217;edificio, [\u2026] sostano poi sul sagrato ove il rettore del santuario [\u2026] benedice la c\u00e9nta; infine varcano la soglia, molti strisciano in ginocchio fino all&#8217;altare. Dopo la messa, salgono per una gradinata dietro l&#8217;altare fino a raggiungere la statua della Madonna e ne baciano il manto. E&#8217; uso poi recarsi all&#8217;estremit\u00e0 del piazzale antistante la cappella e gettare delle monetine sulla Ciamba re cavallo, un grosso monolite, distante qualche metro dal costone, come buono auspicio per ritornare al santuario l&#8217;anno successivo <\/em>(figura 5)&gt; [3].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La statua lignea della Madonna del Sacro Monte (figura 6), si caratterizza per delle sembianze che si rifanno all\u2019iconografia greca &#8211; bizantina importata nel Cilento proprio dai monaci Basiliani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Renata Ricci circa i lineamenti della Madonna del Sacro Monte, scrive:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&lt; <em>[\u2026] bisogna perci\u00f2 concludere che il santuario esisteva gi\u00e0 intorno all\u2019anno mille e che esso dovette essere fondato dai monaci Italo \u2013 greci che dalla Sicilia affluirono, numerosi nella zona. Ad avvalorare questa tesi \u00e8 proprio la statua lignea della Madonna, nelle cui fattezze che sono classiche dell\u2019iconografia bizantina; il viso bruno allungato, il collo alto, gli occhi azzurri e il naso alla greca. La Madonna, poi, \u00e8 seduta con il bambino sul braccio sinistro (diversamente dalle Madonne cristiane) [\u2026] <\/em>(figura 6)<em>&gt;<\/em>[4].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Luigi Leuzzi<em>, &lt;Il culto della Madonna affonda le sue origini in un passato arcano denso di significati e simbolismi reconditi e di un\u2019identit\u00e0 che si colloca pienamente nello spirito e nell\u2019anima della gente del Cilento e che ne investe alcuni luoghi peculiari [\u2026]. La deposizione rituale del simulacro nel santuario rimanda alla deposizione conservativa dei chicchi di grano prima della semina primaverile e quindi si concilia interamente con il simbolismo della cultura agro-pastorale che abita il territorio cilentano&gt; <\/em>[5].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Immagini di \u201cCompagnie\u201d che salgono in pellegrinaggio al Sacro Monte, con bandiere, stendardi, \u201ccente\u201d e doni da offrire alla Madonna sono mostrate nelle figure 7, 8 e 9 [4, 6].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle caratteristiche dei pellegrinaggi al Sacro Monte erano\/sono le \u201cCente\u201d che le donne erano solite portare in testa fino all\u2019altare della madonna dove erano benedette (figura 10).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Amedeo La Greca a proposito delle \u201c<em>cente<\/em>\u201d (portate sempre da donne), proprie della cultura contadina, scrive: <em>&lt;Immutabile da secoli \u00e8 rimasto il rito delle c\u00e9nte [\u2026] doni votivi di ceri &#8211; di solito sono cento candele &#8211; addobbati di nastri colorati che li tengono insieme a creare la forma di una barca, di un castello o di un uovo, a seconda della tradizione dei singoli paesi [\u2026] c\u00e9nte\u201d, dal punto di vista etimologico potrebbe essere riferito al \u201clatino &#8220;inceptus&#8221;, cio\u00e8 &#8220;che cammina avanti&#8221;; infatti, sono sempre le portatrici di c\u00e9nte che aprono le processioni o i pellegrinaggi <\/em>[8].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giuseppe Conte, sempre a proposito del culto espresso dalle c\u00e9nte o cinte scrive<em>: &lt;Questa forma espressiva di devozione, va ricercata in tempi assai lontani e non deve limitarsi a una visione prettamente \u201ccristiana\u201d ma sconfinare oltre, per addentrarsi in epoche pi\u00f9 primitive. Ai tempi dell&#8217;antica Grecia prima, e nel mondo della cultura romana poi, l&#8217;affidamento agli dei era spesso elargito tramite \u201cdoni simbolici\u201d, classificabili come perfetti antenati delle odierne \u201cc\u00e9nte\u201d [\u2026] &gt; <\/em>[9]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riferendosi al fatto che le cente sono sempre portate sul capo dalle donne, Giuseppe Conte, attribuisce al termine \u201cc\u00e9nta\u201d e ancor pi\u00f9 \u201ccinta\u201d, il significato di casta o pura. &lt;<em>Secondo quest\u2019accezione, il legame etimologico denuncia l&#8217;evidente intendo di aver significato di \u201cnubile\u201d in senso pi\u00f9 ampio; in questi termini corrispondeva al rito di affidarsi alla Madonna o ai Santi con l&#8217;augurio di rendersi madri e mogli<\/em>&gt; [9].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altri studiosi attribuiscono al culto delle c\u00e9nte, il valore simbolico di penitenza o di ringraziamento per una grazia ricevuta oppure espressione di una richiesta di una nuova grazia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La configurazione e la strutturazione delle c\u00e9nte varia da localit\u00e0 a localit\u00e0 e spesso \u00e8 legata alla tipologia del voto di cui esse sono espressione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le c\u00e9nte a forma di barca dovrebbero essere tipiche di paesi della fascia costiera, mentre quelle aventi una struttura a torre o a uovo sono pi\u00f9 presenti in centri abitati dell\u2019interno (figura 10).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei paesi del Cilento, inclusa Centola, Palinuro e le altre frazioni del Comune, vigeva l\u2019usanza\/tradizione, tra maggio e ottobre, di fare a piedi il pellegrinaggio al monte Gelbison per rendere omaggio alla Madonna del Sacro Monte. I fedeli, organizzati in \u201c<em>Compagnie<\/em>\u201d, partivano cantando dai loro paesi con in testa le donne che portavano le cinte (cente).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>b)<\/strong> <strong>Il pellegrinaggio al \u201csacro monte\u201d dei palinuresi (anni \u201c30 \u2013 40) raccontato dallo scrittore, Andrea Giovene<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">IL romanziere napoletano Andrea Giovene incuriosito e studioso delle tradizioni di Palinuro partecip\u00f2 a un pellegrinaggio, effettuato, probabilmente prima della seconda guerra mondiale, dalla \u201cCumpagnia\u201d di palinuresi, al Sacro Monte di Novi Velia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/casa-andrea-giovene-palinuro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/casa-andrea-giovene-palinuro.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4181\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/casa-andrea-giovene-palinuro.jpg 960w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/casa-andrea-giovene-palinuro-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/casa-andrea-giovene-palinuro-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui di seguito \u00e8 riportato, quasi integralmente, il racconto, ricco di osservazioni di natura antropologica, naturalistica e sociale, di questa esperienza; lo scritto rappresenta una delle pi\u00f9 interessanti descrizioni di quell\u2019antica costumanza dei popoli del cilento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Testo estratto dal romanzo di Andrea Giovene di Girasole, circa il pellegrinaggio dei palinuresi al Sacro Monte<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&lt;<em> [\u2026]. Visitando, come si \u00e8 visto, assai debolmente la chiesa per il corso dell\u2019anno, i licudesi <\/em>(nel suo libro l\u2019autore usa per Palinuro il nome di Licudi, quindi \u201clicudesi\u201d sta per \u201cpalinuresi),<em> con la luna di settembre, si preparavano per\u00f2 a sottoporsi ad uno sforzo straordinario: il pellegrinaggio. Non erano guidati da un sacerdote, ma da uno tra essi, scelto volta per volta, e sempre con motivi non penetrabili; vi partecipavano con un buon terzo della popolazione presente; e tra le innumeri e venerabili immagini di Maria ne presceglievano, per visitarla, una quasi nota a essi soli. Cos\u00ec che quel rito si andasse svolgendo in luoghi talmente reconditi e verso un monte a tal segno inaccesso da apparire un incontro tutto particolare del piccolo popolo col cielo. \u201cFate bene a voler venire con noi sopra il Monte! Ma dovete dare il nome al capo della \u201cCompagnia\u201d, Genuario Pizzo, il carrettiere di Licudi, l\u2019eletto di quell\u2019anno, mi strinse affettuosamente tutte e due le mani ricevendo, in presenza di altri, la mia domanda formale e mi chiese di appoggiare la \u201cCompagnia\u201d con il soccorso di un mulo, o per meglio dire, del mulo, perch\u00e9 non c\u2019era che quello di Popoldo. Lo ottenni al primo cenno, in uno con il suo conducente, Baculo, lo schiavo taciturno. [\u2026].<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Con un perfetto chiaro di luna partimmo, cantando.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il monte della Potentissima, alto duemila metri e impennato ai vertici in costoni taglienti quasi da ogni lato inaccessibili, non si raggiunge sulla sua sommit\u00e0 che per sentieri impervi <\/em>(fotografie del monte Gelbison in cima al quale si trova il santuario della Madonna di Novi Velia sono mostrate nelle figure 3 e 4).<em> L\u2019onda dei faggi veste l\u2019altura, e non cede che ai piedi di quegli ultimi torrioni ferrigni: stagliati a filo del cielo, visibili fin dal largo del mare, dietro il Palanuda, come una frangia d\u2019ombra celeste. C\u2019\u00e8 un eremita lass\u00f9, che governa il piccolo santuario; ma deve discendere verso la valle quando comincia a incupirsi l\u2019ottobre. Allora la vergine resta sola con il suo figliolino tra le braccia, visitata soltanto dal fuoco delle folgori, che segnano lo strapiombo di lacerazioni ciclopiche e fanno nel vello della faggeta profondi imbuti cinerini. E il paese, quando il fragore del tuono scuote la marina, avverte la solitudine della Madre. La visita non \u00e8 soltanto un chiedere o rendere grazie; \u00e8 la conferma di un patto familiare; \u00e8, prima delle notti dell\u2019inverno, un commiato filiale. Con parole affettuose arrivando e di rimpianto nel ripartire, intimamente la salutano i suoi devoti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><br>&lt;&lt;Ce ne turnammo a chesta via! Statte bbona, Madonna mia!&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-3 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/santuario-sacro-monte-gelbison.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" data-id=\"4182\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/santuario-sacro-monte-gelbison.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4182\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/santuario-sacro-monte-gelbison.jpg 960w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/santuario-sacro-monte-gelbison-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/santuario-sacro-monte-gelbison-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/santuario-sacro-monte-gelbison-piazzale.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" data-id=\"4183\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/santuario-sacro-monte-gelbison-piazzale.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4183\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/santuario-sacro-monte-gelbison-piazzale.jpg 960w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/santuario-sacro-monte-gelbison-piazzale-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/santuario-sacro-monte-gelbison-piazzale-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/santuario-sacro-monte-gelbison-monolite-ciampa-di-cavallo.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" data-id=\"4184\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/santuario-sacro-monte-gelbison-monolite-ciampa-di-cavallo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4184\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/santuario-sacro-monte-gelbison-monolite-ciampa-di-cavallo.jpg 960w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/santuario-sacro-monte-gelbison-monolite-ciampa-di-cavallo-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/santuario-sacro-monte-gelbison-monolite-ciampa-di-cavallo-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><br>Il pellegrinaggio, cos\u00ec come lo compivano i licudesi, era per la sua durezza quasi al limite delle possibilit\u00e0 di un uomo. Oltre l\u2019ascensione alla montagna santa, gi\u00e0 pesantissima in s\u00e9, esso esigeva due marce di circa dieci ore ciascuna, e tre notti al\u2019aperto. Vi erano nella compagnia tante donne e uomini anziani; e bambinelle che non si sarebbero supposte capaci di uno sforzo cos\u00ec grande. La massima parte di loro andava poi tra quei sassi, fossi d\u2019acqua e spine, a piedi scalzi. Non mi ero mai trovato in mezzo a una folla cos\u00ec grande, cos\u00ec unita nel medesimo pensiero, e cos\u00ec vicina per la disposizione a una perfetta fratellanza. Il pellegrinaggio sottintende e stabilisce vincoli tenaci; e, come accade, forse, pi\u00f9 che il caso, un istinto li annoda specialmente tra alcuni: piccoli gruppi nel gruppo. Per quanto il mulo portasse provvigioni da servire a chiunque, il Baculo si teneva vicino a me, volendomi considerare suo provvisorio padrone; e Vincenzina, come cosa attinente, non si discostava dal mulo, Ma, di l\u00e0 di queste minute ragioni avvertivo che la sua timidit\u00e0, protetta dall\u2019argenteo ombrore della luna, dal comune sentimento, e dalla leale purezza di quello, si distendeva e risolveva, quasi infantilmente insinuandosi sotto il riparo della mia buona intenzione. In principio avevo fatto mostra di non accorgermi di lei, temendo si ritirasse. Ora pareva aver tolto il suo partito e starsene sicura. Accolto nella \u201cCompagnia\u201d, avevo diritto di intenderla e volerla aiutare; ella lo sentiva; e lo accettava senza dire; cos\u00ec restando vicina. Intorno a noi, dall\u2019uno all\u2019altra vallicella, dall\u2019uno all\u2019altro passaggio, si propagava il fervoroso fruscio, l\u2019intenso sussurrare dei pellegrini. Ciascuno portava la sua domanda e il suo voto e conosceva la domanda e il voto dell\u2019altro; gli chiedeva ausilio e gliene dava insieme; ciascuno si fermava per attendere gli altri e visitarli; era da essi atteso e visitato. E, in quell\u2019irreale paesaggio che si andava a volta a volta scoprendo sotto il pacato chiarore: nei suoi golfi tenebrosi, le sue illimitate prospettive di silenzio, il luccichio delle acque, e nel trascorrere di tutte quelle vite umane nel seno cupo e dolcissimo della notte, pareva a me di passare dentro un sogno alto e felice. Per rianimare l\u2019ardore e raccogliere la gente che la lunghezza e la difficolt\u00e0 del cammino disperdevano per vari sentieri, ogni tanto le donne alzavano il canto. Cantavo, con quelle. Il capo, intanto, ora fermava la \u201cCompagnia\u201d per riconoscerla e numerarla, ora andava cercandola come il pastore fedele fa col suo gregge. Quindi incoraggiava gli incerti, riconosceva le strade, graduava le soste. Dall\u2019averla guidata senza intralci o ritardi, dall\u2019averla assistita con amore e saggezza, perch\u00e9 questo era il carico dell\u2019eletto, sarebbe venuto a lui onore per tutto l\u2019anno. Genuario pareva infaticabile; egli si era gi\u00e0 accollato pi\u00f9 di un peso, liberandone gli altri, ma la sua gamba di ferro non riposava. Spesso era venuto anche a me, che come neofita, meritavo cure maggiori; ma cercavo di mantenermi alla pari; e, dimenticando la fatica nei miei stessi pensieri, potevo riuscirvi.<br>Questo viaggio fantomatico, nel clima di un altro pianeta, dur\u00f2 tutta la notte e, con brevi riposi, molta parte del giorno seguente. Al calare del sole la \u201cCompagnia\u201d finalmente accamp\u00f2 sulle prime balze del Monte. Si accesero i fuochi come fanno i pastori, si ripartirono le provviste, si tacque. Immersi in un riposo profondo i licudesi dormivano sognando l\u2019Incontro. Il mio sguardo errava dall\u2019una all\u2019altra di quelle figure familiari, chiuse nei loro semplici panni, affidate nell\u2019infantile atteggiamento del loro sonno, aspetti di una migrazione antichissima. Il tempo che era trascorso da ancora prima del Diluvio, si riassorbiva, annullandosi. Tornava l\u2019et\u00e0 lontana prima che gli uomini conoscessero la ruota, ma quando conoscevano Dio; e quando chiamandosi solamente uomini non immaginavano colloquio che con l\u2019umanit\u00e0; n\u00e9 lingua che fosse stata scritta. Genuario Pizzo venne a distendersi accanto a me; egli pensava che fosse ancora suo dovere vegliare sul riposo degli altri. &lt;&lt;Avete camminato bene! Siete pi\u00f9 forte di noi! Noi siamo abituati. Ma dormite, riposatevi; c\u2019\u00e8 ancora troppo da faticare!&gt;&gt; [\u2026]. Egli arrotolava una sigaretta dentro una foglia di granturco, con un poco di tabacco coltivato nell\u2019orto e conciato alla buona. Il suo volto era magro e asciutto; i capelli nerissimi; la barba spinosa. Gli occhi molto lucidi, e le pupille tanto grandi che riempivano quasi tutto il globo; ma in quel poco di bianco appariva il riflesso giallastro della malaria. L\u2019espressione di quello sguardo era tuttavia di una singolare riflessione e pazienza. Pareva che egli avesse accettato una vita cos\u00ec dura poich\u00e9 ne aveva compreso il senso. &lt;&lt;Appena quelle quattro stelle toccano il mare, noi cominciamo a salire. Se il sole ci \u201carriva\u201d troppo presto, la \u201cCompagnia\u201d patisce. Dormite, don Giuli! E\u2019 tardi.&gt;&gt;. Mi ravvolsi nella coperta e tra lo spiraglio delle pieghe vedevo i bagliori del fuoco attenuarsi, o era forse il sonno che mi vinceva. [\u2026] Prima dell\u2019alba, come aveva detto Genuario, la \u201cCompagnia\u201d si prepar\u00f2 ad affrontare l\u2019erta. &lt;&lt;Sul Monte&gt;&gt; mi disse semplicemente Vincenzina avvolgendo con cura la mia coperta e come continuando un discorso interrotto &lt;&lt;n\u00e9 uomini n\u00e9 donne devono avere pensieri cattivi. L\u2019Immacolata sta sopra i faggi; e chi la offende sotto i suoi occhi \u00e8 condannato.&gt;&gt; Sull\u2019aspra salita si un\u00ec a noi l\u2019Angiolina, la portatrice di acqua della locanda. Questa donna, di un pallore quasi febbrile ma tornita e robusta, aveva il marito nel Sud America da tre o quattro anni. [\u2026] Prima che il sole la ferisse, la \u201cCompagnia\u201d raggiunse la profonda foresta di faggi che sottostava al culmine; ma la vidi allora improvvisamente disperdersi verso sentieri remoti, divisa per famiglie, piccoli gruppi, due amiche, una persona sola. La montagna santa irraggiava le sue virt\u00f9 taumaturgiche sopra luoghi particolari: un tal macigno sanava le ulcere; quella grotta, le cefalee; una acqua sorgiva preservava dalle doglie e dai rischi del parto. Segreti che non bisognava sorprendere, se posseduti da un altro, ma che potevano essere rivelati e donati. E i licudesi affettuosamente se li scambiavano, accompagnandosi a vicenda verso quei rimedii o balsami prodigiosi; e in tal modo pubblicamente confessandosi le reciproche pene, le piaghe, gli eventi, i rimorsi. Vedevo i fratelli del mastro girare tristemente, pi\u00f9 volte, intorno a una rupe tenebrosa sommersa dal capelvenere: temevano e scongiuravano la vendetta di Tredici. Vedevo Angiolina raccogliere da una balza scoscesa l\u2019erba che doveva assicurarle la fedelt\u00e0 del suo uomo, che forse, in quella stessa ora, travagliava per lei, nel fondo di una miniera cilentana, e immaginandola, con quelle magiche erbe tra le mani. Ma di repente mi accorsi che io, io poi non avevo niente da chiedere: che restavo solo questa volta per non saper domandare e neanche desiderare; e che mi era dato soltanto di sperare che i voti degli altri fossero accolti: che il maestro guarisse; che Vincenzina fosse felice.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/madonna-del-monte-gelbison.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/madonna-del-monte-gelbison.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4185\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/madonna-del-monte-gelbison.jpg 960w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/madonna-del-monte-gelbison-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/madonna-del-monte-gelbison-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L\u2019incontro con la Vergine fu un tumulto festoso quale non avrei saputo neppure immaginare. L\u2019Eremita stava sulla soglia tutti riconoscendo ed abbracciando; e i licudesi se lo trasferivano quasi a spintoni perch\u00e9 ciascuno ne avesse la sua parte. Quando la \u201cCompagnia\u201d si affacci\u00f2 nella piccola chiesa, nido perfetto di pace, imbiancato di calce che la limpidit\u00e0 dell\u2019alta atmosfera rendeva azzurrina, e la Madonna semplicissima apparve sul suo piccolo altare coperto di fiori selvaggi, mi trassi in disparte, afflitto dall\u2019ombre che mi avevano poc\u2019anzi attraversato la mente <\/em>(una fotografia della Madonna del Monte Gelbison \u00e8 riprodotta nella figura 6).<em> Ma sotto di noi lo sterminato paese ondulava nell\u2019arsura dei monti spogli e delle marine balenanti nel sole. Dagli Alburni alla Sila il Sud profondo e inesplorato giaceva, carico di pazienza e di tempo; intriso di pensieri e di fatica, immerso nei suoi costumi immemorabili, illuminato dalle sue fedi e dalla solenne armonia del suo vivere. In esso sentivo di abbandonarmi, smentendo cultura e ragione, chiedendogli oblio ed esaltazione; tenendo nel petto il peso del mio umano e rimettendovi me stesso. Approdo che il mio viaggio non aveva mai ancora toccato; e che poteva esserne la meta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-2 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-01.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" data-id=\"4186\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-01.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4186\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-01.jpg 960w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-01-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-01-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-02.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" data-id=\"4187\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-02.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4187\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-02.jpg 960w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-02-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-02-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-03.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" data-id=\"4188\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-03.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4188\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-03.jpg 960w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-03-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-03-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il ritorno fu assai duro ma lieto. Non salii sul mulo che serv\u00ec soltanto una donna dal piede piagato. Quando, esausta, la \u201cCompagnia\u201d si raccolse un\u2019ultima volta prima di entrare in paese, vidi che, pur nel mezzo della notte, i lumi brillavano in tutte quante le case. I pellegrini tenevano alti i rami di faggio riportati dal Monte; il popolo intero ci veniva incontro a sua volta cantando, abbracciando i suoi, trasportandosi con essi verso i focolari nuovamente santificati. Quelli della marina accolsero noi. E ancora restammo nel tiepido buio narrando, guardandolo. Finch\u00e9 quelle quattro stelle, che Genuario mi aveva indicate dalla montagna, toccarono il mare<\/em>&gt;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-centa.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" data-id=\"4189\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-centa.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4189\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-centa.jpg 960w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-centa-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-centa-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-cente.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" data-id=\"4190\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-cente.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4190\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-cente.jpg 960w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-cente-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrinaggio-santuario-monte-gelbison-cente-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><u>c) Conclusioni<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I pellegrinaggi, specialmente nei tempi passati, hanno avuto anche la funzione di favorire lo scambio d\u2019idee e conoscenze tra fedeli che provenivano da paesi a volte molto lontani tra loro e spesso con basi culturali diverse. Infatti, sul piazzale del Sacro Monte sostavano e riposavano, prima del ritorno, compagnie che venivano oltre che dai centri del Cilento anche da paesi della Basilicata, del salernitano, della Puglia e della Calabria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&lt;<em>Il pellegrinaggio al santuario della Madonna, in cima al Sacro Monte Gelbison,<\/em> <em>ha costituito un forte richiamo religioso e culturale per tanti pellegrini, provenienti dalle regioni circostanti, concorrendo a formare, nel corso dei secoli, un grande e spontaneo teatro di incontri, in cui popoli e culture diverse, attraverso la musica, il canto, i sapori, il linguaggio, la preghiera stabilivano contatti e intessevano scambi e relazioni, creando una stratificazione culturale interregionale&gt; [3].<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi questi pellegrinaggi, che si fanno in pullman o in macchina, hanno purtroppo perduto gran parte del loro fascino.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrini-palinuro-monte-gelbison-01.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" data-id=\"4191\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrini-palinuro-monte-gelbison-01.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4191\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrini-palinuro-monte-gelbison-01.jpg 960w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrini-palinuro-monte-gelbison-01-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrini-palinuro-monte-gelbison-01-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrini-palinuro-monte-gelbison-02.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" data-id=\"4192\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrini-palinuro-monte-gelbison-02.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4192\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrini-palinuro-monte-gelbison-02.jpg 960w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrini-palinuro-monte-gelbison-02-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrini-palinuro-monte-gelbison-02-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrini-palinuro-monte-gelbison-03.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" data-id=\"4193\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrini-palinuro-monte-gelbison-03.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4193\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrini-palinuro-monte-gelbison-03.jpg 960w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrini-palinuro-monte-gelbison-03-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/pellegrini-palinuro-monte-gelbison-03-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Immagini, relative a tempi recenti, di pellegrini palinuresi al Sacro Monte di Novi Velia, riprese dal volume pubblicato da Antonio Rinaldi \u201c<em>Terra del Mito, un secolo di immagini per Palinuro<\/em>\u201d sono mostrate nelle figure 11 &#8211; 13 [10].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Centola il pellegrinaggio al Sacro Monte \u00e8 collegato alla festa di San Lazzaro che si tiene la terza domenica di settembre. La Compagnia al ritorno dal monte Gelbison fa sosta innanzi alla chiesa dell\u2019antico convento seicentesco di san Francesco, preleva la statua di San Lazzaro, ivi custodita, e in processione la trasporta nella chiesa parrocchiale di San Nicola di Mira al centro del paese in piazza Generale Pietro Imbriaco, comunemente chiamata la piazza vecchia (figura 14).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/processione-centola-san-lazzaro.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" data-id=\"4194\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/processione-centola-san-lazzaro.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4194\" 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srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/stendardo-pellegrinaggio-sacro-monte-centola.jpg 960w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/stendardo-pellegrinaggio-sacro-monte-centola-300x225.jpg 300w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/stendardo-pellegrinaggio-sacro-monte-centola-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La statua di san Lazzaro ritorner\u00e0 nella chiesa del convento, sempre portata in processione, a chiusura delle celebrazioni liturgiche dedicate al santo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una fotografia, messa a disposizione da Sara La Massa e Lazzaro Serva, dello stendardo della Compagnia di Centola \u00e8 mostrata nella figura 15.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/antica-foto-pellegrini-sacro-monte-gelbison.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"666\" height=\"439\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/antica-foto-pellegrini-sacro-monte-gelbison.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4196\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/antica-foto-pellegrini-sacro-monte-gelbison.jpg 666w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/antica-foto-pellegrini-sacro-monte-gelbison-300x198.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 666px) 100vw, 666px\" \/><\/a><figcaption>Un\u2019antica foto che mostra i pellegrini sulla cima<br>del Monte Sacro, inizio secolo XX \u2013 fine XIX,<br>da Carmelo Fusco<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019antica foto che mostra i pellegrini di Centola sulla cima del Monte Sacro, inizio secolo XX \u2013 fine XIX, \u00e8 riprodotta nella figura 16.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/galantuomini-centola-pellegrinaggio-sacro-monte-gelbison.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"732\" height=\"980\" src=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/galantuomini-centola-pellegrinaggio-sacro-monte-gelbison.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4197\" srcset=\"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/galantuomini-centola-pellegrinaggio-sacro-monte-gelbison.png 732w, https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/galantuomini-centola-pellegrinaggio-sacro-monte-gelbison-224x300.png 224w\" sizes=\"auto, (max-width: 732px) 100vw, 732px\" \/><\/a><figcaption>I \u201cGalantuonimi\u201d di Centola si recano al Sacro Monte<br>di Novi Velia per onorare la Madonna, settembre 1936.<br>Da Sx,: Carlo Rinaldi, la moglie Ida Marchian\u00f2,<br>Maria Rinaldi, Antonio Rinaldi<br>(foto da Ida Rinaldi, figlia di Achille<strong>).<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche le famiglie dei galantuomini di Centola erano solite salire al sacro Monte per onorare la Madonna di Novi Velia. In questo caso il pellegrinaggio avveniva in carrozza\/macchina con cocchieri\/chauffeur e con donne al seguito per il trasporto delle vettovaglie. La fotografia di figura 17 testimonia quest\u2019avvenimento. Sono mostrati i membri di parte della famiglia Rinaldi che compie il pellegrinaggio a settembre 1936.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quest\u2019ultima immagine porta alla conclusione che il culto della Madonna di Novi Velia attraversava tutte le classi sociali del Cilento, anche se i modi secondo cui si compievano i pellegrinaggi non erano uguali e forse anche la religiosit\u00e0 alla loro base esprimeva impulsi e sentimenti di diversa natura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><u>RIFERIMENTI<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"1\"><li>http:\/\/cilentoitalia.altervista.org\/novi-velia-la-madonna-del-sacro-monte-tradizione-antichissima\/<\/li><li>M. L. Amendola, E. Martuscelli, &lt;<em>Palinuro tradizioni e costumi [1900 \u2013 1960]&gt;,<\/em> Edito dall\u2019Associazione Progetto Centola,Tipografia Enzo Albano, Napoli, (2017).<\/li><li>A. La Greca, &lt;<em>Guida del Cilento 2, Il Folklore<\/em>&gt;, Centro di Promozione Culturale per il Cilento, Acciaroli, (1990).<\/li><li>R. Ricci, &lt;Il mio Cilento&gt;, C.P.C. per il Cilento (2004).<\/li><li>L. Leuzzi, &lt;<em>Il Cilento:la grande Madre; iterazioni simboliche e magico rituali nella Terra di Maria<\/em>&gt;, Centro di Promozione Culturale per il Cilento, 2014.<\/li><li>http:\/\/motoinfuoristrada.forumcommunity.net\/?t=44157261<\/li><li>https:\/\/www.eleaml.org\/sud\/atlantide\/at_centa.html<\/li><li>A. La Greca, &lt;<em>I pellegrinaggi<\/em>&gt;, http:\/\/www.cilentocultura.it\/cultura\/feste3.htm.<\/li><li>&nbsp;G. Conte,<em> &lt;Cilento: \u201cC\u00e9nte\u201d e \u201cCinte\u201d&gt;,<\/em> 11, 10, 2011.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&lt;<em>Terra del Mito, un secolo di immagini per Palinuro<\/em>&gt;, a cura di A. Rinaldi, Edizioni Areablu, Cava dei Tirreni (2018).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scrittore napoletano Andrea Giovene dei duchi di Girasole (Napoli, 1904; Sant&#8217;Agata dei Goti, 1995), membro di una famiglia di antica nobilt\u00e0, scrisse un\u2019opera narrativa, in cinque volumi, intitolata \u201cL\u2019Autobiografia di Giuliano di Sansevero\u201d&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":4196,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[21,7,15,6],"tags":[],"class_list":["post-4179","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-documenti","category-eventi-civili-e-politici","category-eventi-e-storie","category-in-evidenza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4179","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4179"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4179\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4198,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4179\/revisions\/4198"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4196"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4179"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4179"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/centolabeniculturali.it\/progettocentola\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}